Turismo, crolla l’occupazione nel settore alberghiero

Giuseppe Monaco

TAORMINA – La crisi non si arresta. “Per fare i conti in maniera razionale –dicono però il presidente degli albergatori Giuseppe Trefiletti, e l’assessore al Turismo, Italo Mennella- bisognerà aspettare un poco di tempo, qualche mese. Per adesso i riscontri riguardano un breve periodo, solo i mesi di gennaio e febbraio 2009, e piccoli numeri”. Per verificare, ulteriormente, la situazione, il sindaco è volato a Berlino per seguire la Borsa Internazionale del Turismo. Intanto, quanto riportato dagli organi d’informazione, così come rilevato dall’Azienda Soggiorno e Turismo (Ufficio della Regione Siciliana) a proposito di turismo, a Taormina, è confermato in sede nazionale. La diminuzione delle presenze interessa l’intero comprensorio: Furci Siculo, S. Alessio, Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola, la Valle dell’Alcantara. Il dato più allarmante e drammatico (perché coinvolge i lavoratori, le loro famiglie, l’economia generale) è quello che si riferisce all’occupazione. Secondo un’indagine della Federalberghi, svolta dal 2 al 6 marzo su 1.226 imprese ricettive, equamente distribuite sull’intero territorio nazionale e rappresentative per classificazione, risulta il crollo anche del numero dei lavoratori impiegati nelle strutture ricettive italiane. A febbraio il calo è stato del 6%, rispetto al -4,5% di gennaio. Nel dettaglio risulta un quasi -5% di lavoratori a tempo indeterminato (rispetto al -3% di gennaio) ed un -9,5% di lavoratori part time (identico al dato di gennaio).
“Ogni giorno – riferisce la federazione degli albergatori- ci giungono segnalazioni di aziende che si vedono ridurre drasticamente gli affidamenti concessi dalle banche anche a fronte di bilanci in linea con gli anni passati. Siamo uno dei settori imprenditoriali con la più bassa sinistrosità e ritengo importante che venga mantenuta una positiva politica del credito. L’attività turistica in Italia è ancora stagionale e in vista dell’apertura della periodo estivo, dove il settore normalmente registra più del doppio dei ricavi rispetto all’inverno, è indispensabile che il sistema di governo e quello finanziario guardino con maggiore attenzione al turismo. Ottime le linee d’intervento tracciate dall’Enit che sta potenziando le iniziative di promozione e riposizionamento dell’immagine Italia all’estero – prosegue Maria Concetta Patti – ma non può mancare la fiducia bancaria, altrimenti si rischia di avere meno prodotto da offrire”. Secondo gli imprenditori, infatti, esiste una questione credito. “Il 2009 si annuncia un anno difficile per il turismo italiano”  lo sostiene il presidente di Federviaggio-Confturismo Maria Concetta Patti che, per affrontare questo momento cruciale, propone di istituire “un tavolo tecnico sul credito tra le imprese del settore e le principali banche nazionali”.
A proposito di pernottamenti, dopo il significativo -7% di presenze registrato a gennaio, febbraio ha fatto segnare un calo addirittura del 10% nonostante carnevale e le settimane bianche. Il numero di camere alberghiere vendute a febbraio è stato dell’11%, come a gennaio. E’ quanto si evince dai risultati dell’ufficio turismo che Federalberghi ha istituito per tenere mensilmente sotto controllo l’evoluzione del turismo nazionale rispetto all’attuale fase economica. “Purtroppo i dati di febbraio – commenta Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi e di Confturismo-Confcommercio – segnalano un aggravamento della crisi, che ormai pesa come un macigno sulle imprese del settore. Inoltre dai dati dell’Istat – aggiunge Bocca – vediamo come i prezzi degli alberghi a gennaio siano addirittura calati a fronte di un tasso d’inflazione del +1,6%, che aggiunge perdita di fatturato alle imprese già falcidiate dal calo di turisti. A questo punto – propone il presidente di Federalberghi – contrariamente a quanto sostenuto recentemente da qualcuno che vedrebbe il settore in salute, occorre istituire un tavolo tecnico imprese-sindacati volto a definire strumenti indispensabili per frenare l’emorragia di lavoratori che comincia a profilarsi sempre più consistente”. Un invito che a Taormina non ha, sinora, trovato riscontro. Si sa di licenziamenti e di non conferme di lavoratori stagionali ma nessuno parla di “tavolo di concertazione”: imprese e lavoratori non dialogano; imprese ed amministrazione si confrontano ma non producono progetti. Eppure la situazione non promette nulla di buono. Il 2009 è partito in affanno per il turismo ricettivo. Secondo Federviaggio-Confturismo, che ha effettuato una serie di verifiche, da Germania, Austria, Olanda, Belgio, Svizzera, Inghilterra, Scandinavia e Russia si attende un calo del 18% delle disponibilità prenotate dai grandi tour operator. In pratica, a fine anno, sono attesi 4 milioni di turisti stranieri in meno. Una previsione che arriva dopo un calo del 20% dei pernottamenti e quasi 22% della spesa già registrato a gennaio e febbraio.
Per quel che riguarda gli italiani, Federviaggio evidenzia, per il mese di gennaio 2009, una riduzione di spesa dell’8%. A febbario il trend è stato confermato. Cresce soprattutto in maniera preoccupante l’indecisione dei clienti, che scelgono il viaggio solo dopo aver visionato molteplici preventivi e sotto data.

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