“Ponte sullo stretto, si coinvolgano maestranze locali”

ROCCALUMERA – “La realizzazione del Ponte sullo Stretto rappresenterà una importante opportunità di sviluppo occupazionale. E’ necessario verificare concretamente la volontà di servirsi, in primo luogo, della manodopera, anche specializzata, del territorio della provincia di Messina”. A sostenerlo è il sindaco di Roccalumera, Gianni Miasi, che ha annunciato ieri nel corso di una conferenza stampa una iniziativa “destinata a coinvolgere anche i colleghi primi cittadini del comprensorio”. Miasi si rivolge alle istituzioni e agli enti locali, in primo luogo la Provincia regionale ed il Comune di Messina. “E’ necessario attivarsi immediatamente – spiega – e chiedere l’attivazione in tempi celeri di un tavolo di concertazione con la società Stretto di Messina Spa, con la Impregilo, società vincitrice dell’appalto e con la Regione siciliana, nella fattispecie l’assessorato alla Formazione. L’intenzione è quella di far sì che una risorsa congrua del Por 2007 sia destinata alla formazione delle maestranze e dei tecnici che lavoreranno al Ponte”. Le dichiarazioni del sindaco di Roccalumera fanno seguito all’annuncio del Governo nazionale relativo all’avvio concreto delle azioni finalizzate alla realizzazione del ponte stanziando una prima,ingente, risorsa. “L’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci – prosegue Miasi – ha dichiarato che la costruzione dell’infrastruttura rappresenta una opportunità di lavoro per 40.000 unità sulla due rive dello Stretto. Ritengo che a fronte di tali notizie – incalza il sindaco – le istituzioni debbano attivarsi immediatamente e chiedere  il tavolo di concertazione”. Ad avviso del sindaco Miasi c’è il rischio “che la manodopera specializzata (quasi tutta) venga da fuori  provincia con la conseguenza non solo di una mancata ricaduta economica sul nostro territorio ma anche della perdita di una grande opportunità di formare specialisti nel territorio da adibire alla manutenzione del manufatto ponte o che possano diventare piccoli imprenditori dell’indotto che inevitabilmente si creerà. Ulteriore,  e altrettanto grave rischio – conclude il primo cittadino – è che al Ponte possa lavorare gente del luogo solo per la manodopera di pronto impiego senza specializzazione e senza futuro”.

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