Taormina. Turismo al collasso: – 19,47 le presenze

                     Giuseppe Monaco
TAORMINA – I numeri si sono fatti preoccupanti: – 19,47 nel computo delle presenze dei primi due mesi del 2009. Si sta profilando una situazione che potrebbe finire per interessare in maniera più grave delle previsioni l’economia cittadina, l’offerta di servizi nelle strutture ricettive, la condizione dei lavoratori, quella delle famiglie. Di fronte a questi fatti, certi perché documentati, la politica taorminese pensa solo a scontrarsi, pubblica manifesti, lancia comunicati stampa, guarda a fatti particolari, di poca utilità nell’attesa di un eventuale progetto da varare per tamponare l’emergenza. Agli amministratori di Palazzo dei Giurati, la città, gli elettori non cercano spettacoli ai quali assistere nella sala del Consiglio comunale. Non amano più i dibattiti da bar, i pettegolezzi. Invocano serietà, determinazione, analisi di settore, la conferma del posto di lavoro. Alla classe imprenditoriale chiedono di studiare strategie innovative che, per esempio (almeno per cercare di tamponare l’emergenza) riguardino il turismo congressuale, quello della terza età e studentesco, quello enogastronomico.
Taormina, in soli due mesi, gennaio e febbraio, ha perso, rispetto allo stesso periodo del 2008 una quota importante del suo castelletto turistico. La nota diramata dall’Azienda Soggiorno e Turismo mostra impietosamente  la fotografia di un progressivo calo di presenze. In meno di 60 giorni, sono andate perse 6.053 presenze. Tutte le strutture ricettive, alberghi e B&B, hanno denunciato 25.040 pernottamenti; l’anno scorso (sempre periodo di crisi) erano stati 31.093. Ciò vuol dire che, tutto di un colpo, le presenze non confermate sono state il -19,47%. Solo negli alberghi –le strutture che prevedono la presenza di dipendenti- il calo è stato del 18,96%. Da considerare che la situazione non pare rappresentare questioni che interessano esclusivamente Taormina e le sue carenze strutturali. Tenendo conto di quanto rilevato dall’AAST, infatti, il calo interessa quasi esclusivamente gli stranieri (-4.988). Per quanto riguarda la clientela italiana, invece, il calo è stato di soli 770 pernottamenti. Ciò vuol dire che a Taormina si stanno evidenziando tutti i problemi legati alla recessione economica internazionale. Sono, infatti, in calo i tedeschi (-23,45%), gli statunitensi (-19,66%), i giapponesi (-35,21%), gli inglesi (-14,66%). Vuol dire, quindi, che la crisi si sta facendo sentire in tutti i Paesi che rappresentano, per Taormina, tradizionali bacini di grande interesse. Se calano questi mercati è praticamente impossibile che gli arrivi da altre Nazioni (nelle quali oggi non sono in corso promozioni particolari) possano colmare le perdite. Un esempio per tutti: la Cina ha prodotto, tra gennaio e febbraio, 79 presenze; l’India 28; la Russia 383. Dimostrazione più che chiara che, in quelli che sono i “mercati emergenti”, Taormina non è presente, non conta nulla, non ha mercato. Altra indicazione che merita una sottolineatura: gli alberghi  5 stelle e di lusso, hanno, sinora, perso il 10,29% della loro clientela, i 4 stelle sono al -5,39%. I cali negli alberghi meno quotati sono da considerare fisiologici perché interessano la clientela meno abbiente, quella che sta subendo più pesantemente gli effetti della crisi economica internazionale

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