Messina, servizi sociali. La Cisl: basta a telenovela

MESSINA – “Se l’amministrazione comunale procederà a nuove gare d’appalto con accorpamenti per settori di attività più o meno omogenei,  sarebbe finalmente un fatto positivo perché si uscirebbe dal porto delle nebbie e si potrebbe apprezzare una scelta non più parlata”. Il segretario generale della Cisl di Messina Tonino Genovese commenta così le notizie pubblicate dagli organi di stampa sui servizi sociali aggiungendo: “Però, dopo la crisi di ottobre 2008 con minacce di licenziamenti e contrazione dell’offerta dei servizi per problemi finanziari, ci era stato promesso un progetto organico, strutturato per i lavoratori e per gli assistiti e finanziariamente certo che l’amministrazione comunale si era impegnata a predisporre. Tutto ciò, sino ad oggi, non è avvenuto. Anzi fino all’incontro di qualche giorno fa con gli assessori Pinella Aliberti (orginaria di S. Teresa di Riva) e Caroniti, presente il dirigente responsabile Cama, si annaspava ancora nel buio e si chiedeva, genericamente, di conoscere il pensiero delle Organizzazioni sindacali. Ingegneria di appalti e suddivisioni di gestioni non possono essere esaustive di un progetto sui servizi sociali complesso e articolato che la “nuova” amministrazione, dopo la soppressione dell’Istituzione, ha il dovere di presentare alla città. Chiediamo servizi di maggiore quantità e qualità evitando gli sprechi e reperendo tutte le risorse finanziarie possibili. Pretendiamo garanzie serie di stabilità occupazionale per i lavoratori, nessun licenziamento può essere tollerato così come non è più immaginabile che il diritto alla retribuzione diventi una opzione e non una certezza mensile. Bisogna quindi – prosegue Genovese – ammettere alle gare soggetti con capacità finanziaria autonoma e introdurre nei bandi clausole risolutive del rapporto nel caso di mancato pagamento delle retribuzioni in maniera puntuale senza attendere i rimborsi del Comune. In tale contesto riteniamo che debbano essere esplicitate le risorse finanziarie che si intendono utilizzare per l’erogazione dei servizi e non possiamo non osservare che in atto il bilancio preventivo non è stato ancora approvato. E quindi, a prescindere dalla scelta politica, non vi è, sul piano tecnico, un capitolo di spesa a cui attingere”.

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