Bartolotta (Mpa) sospeso da consigliere provinciale

Per una condanna per peculato

Gli subentra Nino Muscarello di Alì Terme

MESSINA – Nino Bartolotta, consigliere provinciale del Mpa in quota all’on. Cateno De Luca, dovrà lasciare l’assemblea di Palazzo dei Leoni. La decisione è stata presa questa mattina dal prefetto. A Bartolotta subentrerà Nino Muscarello, ex presidente del consiglio comunale di Alì Terme, anche lui del Mpa e vicino alle posizioni di De Luca, primo dei non eletti nella lista Mpa alle elezioni di primavera dello scorso anno nel collegio di Taormina. Il provvedimento del prefetto scaturisce da due esposti presentati da Muscarello contro Bartolotta. Muscarello nelle due note inviate anche alla magistratura e al ministro degli Interni, faceva, tra l’altro, rilevare che ‘’nei confronti di Bartolotta Antonino, ricorrono tutte le condizioni previste dall’art.58 e 59 del D.LGS 267/2000, in tema di ordinamento degli Enti Locali, in quanto il Bartolotta è stato condannato in primo grado per reati penali che ai sensi delle vigenti norme di legge ne comportano la decadenza o l’immediata sospensione dalla carica. Muscarello si riferisce ad una condanna alla pena di anni due di reclusione per peculato d’uso, pena sospesa e sentenza non definitiva del Tribunale di Messina, quando Bartolotta era sindaco di S. Teresa di Riva. Secondo l’accusa Bartolotta avrebbe fatto partecipare a un viaggio in Francia, a spese del comune, anche persone che non ne avevano titolo.
Nino Muscarello ha così commentato il provvedimento del prefetto:  ”Apprendo con apprezzamento la notizia dell’avvenuta sospensione del consigliere provinciale Bartolotta Antonino. Ho sempre intrapreso, fin dall’inizio di questa vicenda, la via politica e non quella giudiziaria, onde veder riconosciuto la centralità della legalità ed il rispetto delle vigenti norme di legge in materia elettorale. Proprio per questo ho sottoposto l’attendibilità delle mie pretese all’attenzione del Prefetto, che ringrazio per aver dimostrato a tutti, con l’accoglimento del mio esposto, che la democrazia ed il rispetto delle leggi sono nel nostro paese, e in specie nella nostra Sicilia, un obbligo a cui tutti noi cittadini siamo tenuti. Nulla di personale nei confronti del dott. Bartolotta, ma credo che questa vicenda politica – sostiene Muscarello –  poteva certamente essere gestita in tutt’altro modo dagli organi dirigenti del MPA Gli elettori che votano un candidato, un progetto ed un nuovo presunto modo di fare politica, hanno diritto di sapere, relativamente a questioni democratiche come quelle che mi hanno riguardato, quale posizione assume una classe politica dirigente. Ed invece il silenzio e l’indifferenza nei confronti miei e dei tantissimi amici che avevano condiviso con me quel percorso politico, mi portano chiaramente a prendere le distanze dal partito in cui mi sono candidato alle elezioni provinciali del giugno 2008. Resto in attesa -ha concluso Muscarello –  di ricevere disposizioni ufficiali dalla prefettura e dalla Provincia Regionale di Messina, valuterò successivamente quale collocazione politica intraprendere, il tutto nel supremo interesse del territorio Jonico della provincia di Messina, del colleggio di Taormina in particolar modo, che spero di rappresentare degnamente, come sempre ho fatto in questi 10 anni di impegno politico e sociale”.

Il testo integrale del provvedimento del Prefetto Francesco Alecci trasmesso al presidente del consiglio provinciale Salvino Fiore:

‘’Ai sensi e per gli effetti dell’art. 59 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, comunico che il tribunale di Messina con sentenza n. 912/06, in data 26 maggio 2006, acquisita agli atti di questa Prefettura in data odierna, ha condannato il signor Bartolotta Antonino, nato a Limina il 3-6-1953, consigliere provinciale, alla pena di anni due di reclusione per il reato di ci all’articolo 314 del Codice penale ed alla interdizione dai pubblici uffici per il medesimo periodo, ordinando la sospensione della pena e la non menzione della condanna.

Pertanto, nel trasmettere copia della predetta sentenza, comunico che secondo quanto previsto dal primo comma lettera a) del summenzionato articolo 59, il citato amministratore è sospeso di diritto dalla carica.

La signoria vostra vorrà pertanto darne immediata comunicazione al consiglio provinciale, organo che ha proceduto alla convalida della elezione.

Faccio presente che ai sensi del terzo comma dello stesso articolo 59, come modificato dall’art. 7 della lege 140/2004 ‘’la sospensione cessa di diritto di produrre effetti decorsi diciotto mesi. Nel caso in cui l’appello proposto dall’interessato avverso la sentenza di condanna sia rigettato anche con sentenza non definitiva, decorre un ulteriore periodo di sospensione che cessa di produrre effetti trascorso il termine di dodici mesi dalla sentenza di rigetto’’.

Richiamo infine le ulteriori previsioni normative in tema di sospensione e decadenza di cui allo stesso articolo 59 e in particolare al quinto e sesto comma, correlate agli esiti dell’appello proposto dall’interessato.

Resto in attesa di assicurazione e riscontro sugli adempimenti di competenza’’.

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