Capo Alì. Si è rivelata un vero flop la ‘catena umana’

CAPO ALI’ – Non oltre 150 (comunque, un numero in eccesso) le persone che questa mattina si sono date appuntamento a Capo Alì per sollecitare la riapertura del tratto della statale 114 chiusa dal 21 gennaio per pericolo frane. C’erano anche gli amministratori comunali dei vari comuni partecipanti alla manifestazione: Alì Terme, Alì, Itala, Scaletta Zanclea, Fiumedinisi e Nizza di Sicilia. I due cortei si sono incontrati nella zona del torrente Graci che delimita i comuni di Itala e Alì Terme. A dire il vero ci si aspettava una partecipazione più massiccia per cui la manifestazione è stata definita un ”flop” segno, questo, che dalle nostre parti si preferisce siano altri a mettere la faccia. Eppure la chiusura di Capo Alì coinvolge e interessa migliaia di persone. Tant’è! I manifestanti, presenti giornalisti di giornali e tv, hanno ribadito le problematiche che ormai devono sopportare da parecchi mesi, esattamente da quando lo scorso dicembre è stata interdetto al traffico Capo Scaletta. ‘’Una situazione insostenibile, penalizzante ma che, nonostante tutto, è stata affrontata con superficialità’’. Non sono mancate le frecciatine contro i deputati  messinesi regionali e nazionali accusati di essere stati in questa circostanza assenti’’. Tra i manifestanti c’era anche il parroco di Alì e Alì Terme, don Vincenzo D’arrigo, amareggiato e deluso per tanto disinteresse. La manifestazione di questa mattina è voluto essere un altro momento per richiamare l’attenzione delle istituzioni affinché provvedano alla riapertura della statale a Capo Alì. Dopo circa un’ora il gruppo si è sciolto. Intanto, domani, il sindaco di Alì Terme, Lorenzo Grasso, avrà un incontro a Catania con i dirigenti dell’Anas allo scopo di pianificare i lavori che dovrebbero iniziare la prossima settimana. ”I 250 mila della Protezione civile ci sono stati accreditati, ci ha detto il presidente del Consiglio di Alì Terme Pietro Caminiti, adesso tocca a noi predisporre gli interventi. Come primo atto dovremo appaltare i lavori per rimuovere dalle colline il materiale pericolante in modo che, successivamente, l’Anas possa eseguire gli interventi per l’imbrigliamento con rete metallica del costone roccioso. Ritengo – ha aggiunto Caminiti – che se tutto andrà bene Capo Alì potrebbe essere riaperto nel giro di 7-10 giorni’’. Adesso non rimane che attendere l’evolversi della situazione per sapere con esattezza quando la situazione tornerà alla normalità.

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