Raddoppio Fs, “I Comuni jonici bloccano il progetto”

S. TERESA – I pendolari attaccano, gli amministratori si difendono e rilanciano. In ballo le responsabilità sul mancato raddoppio ferroviario nella tratta Giampilieri-Fiumefreddo, un’opera della quale si parla da ormai 25 anni. Secondo il “Comitato Pendolari Messina-Catania-Siracusa”, coordinato da Giosuè Malaponti, le ultime responsabilità, in ordine di tempo, sul mancato avvio delle opere sarebbero da attribuirsi alle amministrazioni di S. Teresa di Riva, Savoca e Furci Siculo. “Non è possibile che dal 1982 ad oggi – fa sapere Malaponti in una nota – il progetto del raddoppio ferroviario Fiumefreddo di Sicilia–Giampilieri, debba essere continuamente bloccato, da parte dei comuni della fascia ionica messinese, per ultimi i tre comuni di Santa Teresa di Riva, Savoca e Furci Siculo, che creano problemi al progetto definitivo di Rete Ferroviaria Italiana, chiedendo lo spostamento del tracciato. Non è possibile che queste tre Amministrazioni comunali condannino lo sviluppo della mobilità dell’intera fascia ionica”. Una nota molto dura. Ma gli amministratori non ci stanno. “Se l’opera non è stata fatta non è certo colpa nostra – spiega Nino Bartolotta, primo cittadino di Savoca -. Noi abbiamo fornito parere favorevole al progetto preliminare che ci è stato sottoposto, formulando delle osservazioni in quanto gli ultimi 50 metri di tracciato che ricadono nel nostro territorio andrebbero a devastare l’abitato di S. Francesco di Paola. Quello che chiediamo a Rfi è semplicemente lo spostamento di questo tratto più a monte, dove avrebbe non solo meno impatto visivo ma soprattutto meno ripercussioni sui nostri nuclei residenziali. La verità è che in Sicilia le ferrovie stanno smobilitando – aggiunge amaro Bartolotta – e si vuole addossare ad altri la colpa di una politica gestionale fallimentare. Certo non subiremo passivamente – conclude Bartolotta – decisioni imposte dall’alto e che, come purtroppo accaduto più volte in passato, si sono rivelate disastrose per il nostro territorio”. Sulla stessa linea Bruno Parisi, sindaco di Furci, altro Comune chiamato in causa: “E’ un argomento che dal nostro insediamento, avvenuto 8 mesi fa, non abbiamo mai affrontato, e sul quale mai siamo stati chiamati in causa da Rfi. Certamente nei prossimi giorni verificheremo la situazione. La mia impressione – conclude Parisi – è che si vogliano scaricare su altri colpe invece ben individuabili”.

Leave a Response