Messina. Blitz antidroga, 25 arresti dei carabinieri

MESSINA – A conclusione di un’operazione alla quale gli inquirenti hanno dato il nome di ”Officina”, nelle prime ore di questa mattina, a Messina, i Carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale  in collaborazione le dipendenti Compagnie ed il supporto del Nucleo elicotteri di Catania e delle unità cinofile di Nicolosi, hanno dato esecuzione a ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 25 persone di spicco della criminalità messinese ritenuti responsabili, a vario titolo e con ruoli diversi, del reato di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, mentre, solo alcuni, di detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo.
Il blitz dell’Arma è scattato nel cuore della notte, con l’impiego di 150 Carabinieri che si sono presentati simultaneamente nelle abitazioni degli arrestati.
Le indagini hanno avuto inizio nel 2006, con l’obiettivo di accertare le responsabilità  del meccanico messinese Francesco Ruggeri,  visto che nel corso dei servizi preventivi di controllo del territorio era stato accertato che la sua officina, ubicata in località Canneto di Mili Marina, era meta di soggetti dediti all’assunzione di sostanze stupefacenti. Peraltro Ruggeri era già stato denunciato in passato per violazione della legge sugli stupefacenti.
L’attività investigativa ha consentito di accertare che Ruggeri era dedito allo spaccio al minuto di sostanze stupefacenti, in particolare hashish e marijuana utilizzando la propria officina meccanica, il cui locale si trova nelle vicinanze della propria abitazione.
Le progressioni investigative, inoltre, hanno permesso di accertare l’esistenza di una struttura plurisoggettiva, operante soprattutto nella zona meridionale di Messina, dedita con carattere di continuità al traffico di sostanze stupefacenti, di cui il Ruggeri, stando ai carabinieri, era l’elemento di primo piano..
Nello stesso contesto investigativo è stato altresì individuato un secondo gruppo delinquenziale con a capo Massimo Burrascano. In particolare, questa seconda organizzazione ha avuto la peculiarità della “conduzione familiare”: al vertice dell’organizzazione vi era, infatti, Burrascono “collaborato” in particolare dalla moglie Rosanna Bonaccorso, nonché dalla madre di quest’ultima, Domenica Frisone.
Una vicenda sintomatica della reciproca assistenza tra gli associati è quella emersa a seguito dell’arresto di Massimo Burrascono, avvenuto il 30 settembre 2006. Nella circostanza i gruppo si spacciatori si attivarono affinché i pusher consegnassero al fratello Alessandro Cristian il denaro provento dello spaccio, per il sostentamento economico della famiglia dell’arrestato il quale, dall’interno del carcere di Messina Gazzi, continuava comunque ad impartire disposizioni attraverso i colloqui con la moglie. Nel contempo, Giusy Burrascono e Giovanni Lombardo, rispettivamente sorella e cognato di Massimo Burrascono, visto il momento difficile che attraversavano i coniugi Burrascono, davano la loro disponibilità a custodire e spacciare lo stupefacente.
Nel corso delle indagini è inoltre emerso che alcuni degli indagati avevano la disponibilità di armi.  La spregiudicatezza e la pericolosità del gruppo emergeva chiaramente a seguito di una lite intercorsa tra i fratelli Burrascono, Giuseppe Giunta e Giuseppe Cannavò. I due ultimi, infatti, erano stati ritenuti responsabili di aver appiccato un incendio all’abitazione di Giusy Burrascano, innescando la immediata reazione dei fratelli Burrascono. Il litigio degenerava nel tentativo di investimento del Giuseppe Giunta da parte di Massimo Burrascono e nell’esplosione, da parte di Giunta, di un colpo di arma da fuoco nei confronti di Massimno Burrascono, non colpito dall’aggressore poi disarmato.
Nel corso dell’attività investigativa, particolarmente strategica sotto il profilo probatorio, sono state arrestate due persone ed è stato sottoposto a sequestro oltre mezzo chilo di sostanza stupefacente del tipo marijuana.
Nel corso delle operazioni sono state effettuate numerose perquisizioni domiciliari che hanno permesso di rinvenire una pistola, riproduzione di una semiautomatica modello 92, calibro 8 sprovvista di tappo rosso, quattro cartucce da caccia cal. 20, 18 grammi di sostanza stupefacente del tipo “hashish” opportunamente confezionata con carta stagnola e già suddivisa in 21 dosi e quasi quattro trammi di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”.   
Le attività di indagine, dirette dal sostituto procuratore della Dda di Messina, Giuseppe Verzera e l’ordinanza è stata emessa dal gip Daria Orlando.
Gli arrestati.
 Gruppo “Ruggeri”: Francesco Ruggeri, di anni 37, Tommaso Centorrino, anni 48,  Domenico Ciotto, anni 34 Giuseppe De Salvo,  37 anni,  Aurelio Lucchesi,  40 anni, Giuseppe Mastronardo, anni 36, Salvatore Musarra, anni 25, Giovanni Panarello, 26 anni, Giuseppe Arena, 34 anni,  Felice Vita, 27 anni, Roberto Zagami, 22 anni, Giovanni Trovatello, 25 anni, nato a Palermo, catturato in Sardegna oggi pomeriggio.

Gruppo “Burrascano”: Francesco Ballarò, di anni 31,  Rosanna Bonaccorso, 34 anni, Fabio Burrascano, 23 anni, Giusy Burrascano,  23 anni, Massimo Burrascano, 36 anni,  Giovanni Lombardo, 34 anni,  Antonino Di Blasi, anni 22, Domenica Frisone, 44 anni, Giuseppe Giunta, 38 anni, Rosario Maggiore, 23 anni,  Giuseppe Papa,  26 anni, Pietro Trovato, 21 anni, Giuseppe Cannavò, 23 anni.

E nelle ultime ore sono stati catturato Sardegna, Giovanni Trovatello, 25 anni, nato a Palermo, destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Messina nell’ambito dell’operazione “Officina”.

 

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