Taormina. Casinò, notizie positive dalla Bit di Milano

Giuseppe Monaco

TAORMINA- Da Milano, dove è stato per la Borsa internazionale del Turismo, il sindaco ha portato solo una notizia con segno positivo. E’ quella che si riferisce al casinò ed alle promesse di Berlusconi e Lombardo. Per quanto riguarda il turismo in se stesso, invece, la situazione, così come è stata evidenziata nel corso al capo dell’amministrazione comunale taorminese durante la manifestazione di Rho, le previsioni non sono rosee. Anzi, tutto il contrario. “Alla BIT –dice Mauro Passalacqua- si respirava aria pesante. Ho visto anche stand completamente vuoti. La risposta del pubblico e degli operatori è stata scarsa. Segnali che non ci fanno stare sereni. La conferma che il turismo è in crisi –continua- arriva non solo dagli operatori italiani. Anche all’estero, le cose non vanno per il giusto verso”.
Dichiarazioni che non fanno dormire sonni tranquilli agli albergatori ed ai lavoratori. A Taormina, infatti, si continua a parlare di ridimensionamenti dei servizi alberghieri e di licenziamenti. “A proposito di posti di lavoro –dice il primo cittadino- abbiamo avuto notizie che non ci hanno certo fatto piacere. Se può consolare, ma credo di no, posso riferire che anche all’estero si stanno ridimensionando le piante organiche nelle strutture ricettive. In Egitto, addirittura, in un albergo con circa 2000 dipendenti, ne sono stati licenziati 600. Mancano i clienti europei e statunitensi. Taormina è una città del mondo, non è estranea a quanto accade nel resto d’Italia e all’estero. Voglio dire che subiremo i riflessi della crisi internazionale”.
Ecco confermato, perciò, che il 2009 sarà, per Taormina (anzi, anche per Taormina) un anno pesante. “Mancano segnali di segno contrario. Mi dispiace solo che –dice Passalacqua- qualche giornale locale, a proposito di crisi, continua a pubblicare notizie che sono fuorvianti. Si è vero che Taormina ha perso, nel 2008, qualcosa come 120.000 presenze. Certi cronisti, purtroppo, non verificano cosa sta avvenendo nel resto dell’Europa. Per loro è come se per quanto riguarda il turismo Taormina è il centro di tutto, una città non collegata con il resto del mondo. Non fanno confronti, non dico con Giardini Naxos  e Capri, il nord Africa, le grandi capitali europee, la Francia, l’Inghilterra. Così, a mio avviso, si fa solo danno a Taormina, si crea uno stato di psicosi negativa”.
Per Passalacqua, comunque, è necessario cercare soluzioni. “Molte, purtroppo –dice- non dipendono dalla diretta volontà dell’amministrazione comunale e dalle scelte locali. Gli albergatori stanno facendo la loro parte: hanno lanciato pacchetti-vacanza interessantissimi.  Per il resto, le soluzioni strutturali passano dal casinò al porto turistico, al campo da golf”.
Passalacqua, inoltre, non nasconde le responsabilità dell’amministrazione comunale. “Ci stiamo presentando sui mercati internazionali con un ottimo cartellone di Taormina Arte e con le offerte degli albergatori. Forse, però, bisogna fare qualcosa d’altro. E’ indispensabile trovare nuove proposte,  idee trainanti. Ma è necessario proporre cose che si possono onorare. Non possiamo vendere fumo. Questo vuol dire che il piano per controbattere l’emergenza deve essere credibile e surrogato da risposte concrete”. Per certi aspetti, perciò, come più volte ricordato, il calo delle presenze va letto anche in chiave locale. Sono necessarie soluzioni che si possono finanziare con fondi comunali e con il coinvolgimento degli operatori (“Tutti gli operatori” –precisa il sindaco. A questo proposito, però, la politica locale continua ad essere assente. Non ha, ancora, affrontato in Consiglio comunale l’Atto d’indirizzo per affrontare la crisi di presenze. Insomma mancano proprio le idee, i progetti. Ed, intanto, la crisi, in campo internazionale, non accenna ad esaurirsi.   

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