Messina. Flc Cgil: “No a scuola povera e umiliante”

MESSINA – La Flc Cgil, la categoria della Cgil che segue i lavoratori della scuola, della ricFlcerca e dell’università, dopo la firma da parte delle altre organizzazioni sindacali di un rinnovo contrattuale ritenuto penalizzante sia per il personale che per la scuola italiana, ha indetto un referendum tra i lavoratori che si è svolto la scorsa settimana nelle scuole di tutta Italia. Anche a Messina e provincia docenti e personale Ata sono stati chiamati ad esprimersi sui contenuti del rinnovo così da esprimere un proprio parere diretto sulle scelte fatte della organizzazioni sindacali. In provincia di Messina hanno partecipato al referendum indetto dalla Cgil 6127 tra insegnanti e personale Ata, di questi 5.715 hanno detto di “No” ad un contratto di lavoro che non adegua gli stipendi all’inflazione reale e alle scelte del governo che penalizzano e impoveriscono la scuola pubblica. “Una grande espressione di democrazia e di partecipazione – ha commentato la segretaria generale della Flc cgil di Messina Graziamaria Pistorino-. Le 156 scuole sparse nei 108 comuni della nostra provincia hanno partecipato alle oltre 40 assemblee che si sono tenute nei giorni scorsi con dibattiti consapevoli e professionali sul nuovo modello di scuola che purtroppo ci porterà, nel prossimo anno scolastico, alla perdita di 767 posti in organico”. Dalle assemblee nelle scuole è emersa viva preoccupazione per i criteri delle nuove disposizioni di legge che stanno portando, in questi giorni, alla predisposizione delle graduatorie per i 229 perdenti posto di ruolo che dovranno essere assegnati ad altra sede. Sempre nella sola provincia di Messina, come conseguenza dei decreti Gelmini, sono state tagliate 457 supplenze, un dato che penalizza soprattutto il personale precario. Ora non resta che crederci. Gli annunci sono più che autorevoli. Il casinò di Taormina si farà. Ne hanno parlato, proprio nei giorni scorsi, il presidente del Consiglio ed il presidente della Regione Sicilia. “Il casino di Taormina riaprirà molto presto”. E’ quanto annunciato dal governatore, Raffaele Lombardo nel corso di una conferenza stampa organizzata a Milano in occasione della Bit. Il presidente ha fatto riferimento ad un impegno che ha assunto il premier Silvio Berlusconi. Del casinò di Taormina ha anche parlato –sempre a seguito delle dichiarazioni di Berlusconi- il presidente della Provincia Regionale di Messina, Nanni Ricevuto. Pure il sindaco, Mauro Passalacqua, ha ripreso le parole del premier ed ha aggiunto che: “A proposito di casinò, l’amministrazione comunale è in collegamento con il sottosegretario al Turismo, Vittoria Brambilla che si è, più volte, dichiarata favorevole all’apertura di una casa da gioco a Taormina”. Le parole del sindaco fanno capire che l’amministrazione comunale sta seguendo, pur se in sordina, senza proclami- la questione. A questo punto, chiaramente, non resta che crederci. Le dichiarazioni raccolte in questi giorni non lasciano ombra di dubbio. La casa da gioco si farà, anzi si rifarà. Taormina, secondo Berlusconi, tornerà ad avere i tavoli verdi e tutto il resto delle attrazioni che si possono prevedere attorno ad un’infrastruttura come un casinò.
Vietato essere pessimisti. Alle promesse dei  governanti e dei politici bisogna credere. Si, è proprio così: bisogna essere convinti che, a certi livelli (vale a dire ai massimi livelli) non sono possibili interpretazioni sulle parole. Se Berlusconi ha detto che il casinò di Taormina si aprirà vuol dire che così sarà.
C’è da ricordare, però, che a proposito di casinò, Taormina di promesse ne ha raccolte tante, alcune decine. Tutte non sono state onorate. Il risultato è evidente: dal 1965 (anno della chiusura, inopinata, del casinò di Don Mimì Guarnaschelli) i tavoli verdi non li ha visti nessuno. Ora le cose sono cambiate?

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