Taormina. Casinò, mozione del consiglio per riapertura

TAORMINA – “Per un armonico sviluppo territoriale, con conseguenti riflessi sociali, occorre una nuova politica economica nella provincia di Messina e nel comprensorio ionico che hanno Taormina come punto di riferimento ed immagine”. E’ questa la motivazione che ha portato, ieri sera, il Consiglio comunale ad approvare una mozione, presentata dai gruppi di minoranza, per “Richiedere l’impegno del Parlamento per l’emanazione di una legge organica per la disciplina delle case da gioco in Italia”.  Insomma, Taormina, è tornata a chiedere di poter riavere il casinò che, per motivi non del tutto chiariti, fu chiuso nel 1965 dopo poco meno di due anni d’attività. A questo proposito, i consiglieri comunali hanno fatto presente che: “Nel quadro di nuove politiche economiche da avviare in provincia di Messina, grande importanza rivestirebbe la casa da gioco di Taormina che consentirebbe, oltre che un forte richiamo turistico, una notevole possibilità per nuova occupazione, un incremento di tutto l’indotto turistico e, ovviamente, cospicue entrate finanziarie”. Secondo il Consiglio comunale: “Non appare più rinviabile la soluzione legislativa per l’apertura di nuovi casinò per allineare l’Italia a tutto il resto delle Nazioni dell’Unione Europea dove l’esercizio del gioco d’azzardo è, da tempo, riconosciuto come un’attività disciplinata dagli ordinamenti giuridici”.
Nel resto della mozione, il Consiglio riassume la storia del gioco d’azzardo a Taormina e, tra l’altro, sottolinea che la Consulta, sull’argomento, per quanto riguarda proprio la capitale del turismo siciliano: “Si è pronunciata con la sentenza n. 291 del 2001 (confermando una precedente sentenza, la n. 152 del 1985), sottolineando la profonda iniquità dell’attuale situazione delle case da gioco operanti ed ha manifestato l’improrogabile necessità di un intervento legislativo volto al riordino della materia”.
La mozione approvata ieri, nei prossimi giorni, sarà riletta dalla competente Commissione consiliare che potrebbe apportare qualche correzione al testo. Subito dopo tornerà in Consiglio per l’approvazione definitiva. Il documento sarà, quindi, trasmesso ai Presidenti di: Senato, Camera dei deputati, Consiglio dei Ministri, Regione Siciliana, assemblea della Regione Sicilia, della X Commissione parlamentare della Camera, I Commissione parlamentare del Senato, VI Commissione parlamentare dl senato, Comitato ristretto X commissione parlamentare della Camera dei deputati, IV Commissione Assemblea della regione Sicilia. Ed inoltre ai presidenti dei gruppi parlamentari del Senato, della Camera e della Regione Sicilia ed al Prefetto di Messina.

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