Messina. Domenico Allegra alla guida della Fistel Cisl

MESSINA –  Domenico Allegra è stato riconfermato alla guida della Fistel Cisl, la federazione che riunisce i lavoratori dello spettacolo, dell’informazione e delle telecomunicazioni. Allegra è stato eletto al termine del congresso della Federazione che si è tenuto questa mattina presso il salone della Cisl di Messina alla presenza del segretario regionale della Fistel Giuseppe Tomasello e del segretario generale della Cisl di Messina Tonino Genovese. Sono stati eletti in  segreteria Nancy Mirenda e Giovanni Spadaro.

Nella sua relazione, Allegra ha toccato tutti i settori che fanno capo alla Fistel, iniziando dalla situazione di Telecom Italia dove “solo il 1° settembre dello scorso anno – ha precisato – era stato sancito un accordo che definiva il metodo di uscita da Telecom Italia dei 5000 esuberi dichiarati, con la mobilità volontaria. A due mesi dalla firma dell’accordo, l’Azienda, comunicando il Piano industriale 2009-2011, ha rilanciato al piatto dichiarando altri 4000 esuberi in aggiunta ai 5000. L’effetto sul nostro territorio – ha spiegato – sarà disastroso. Circa 7-8 anni fa la nostra provincia era presidiata da più di 800 unità, oggi ci sono poco più di 250 tra tecnici e impiegati. La situazione sui territori periferici diventerà, di fatto, veramente instabile e preoccupante ed è facile prevedere, nei prossimi anni, il totale disimpegno della Telecom Italia dal territorio di Messina”.
Non diversa è la situazione di Radio Call/Call Center Italia. Lo ha sottolineato il segretario della Fistel: “L’impresa – ha detto – versa in
gravi difficoltà finanziarie, pur essendo creditrice di una considerevole somma da parte di Enti Pubblici, a partire dalla Regione per finire a qualche ASL, che non hanno onorato il debito. Per effetto di tale circostanza l’Azienda non è riuscita a pagare all’INPS i contributi previdenziali e ha sospeso l’erogazione degli stipendi. Di conseguenza, l’INPS non avendo i contributi versati, non concede la certificazione DURC che consente all’ Azienda a partecipare a gare di appalto. Un classico caso di cattiva politica del sistema italiano in generale e, in modo più immediato, di quello regionale e provinciale. L’Azienda non riesce a programmare una soluzione finanziaria, e i lavoratori ne pagano il prezzo”.
Altro aspetto toccato nella relazione è la vicenda del Teatro Vittorio Emanuele dove la situazione è quella di quattro anni fa. “Resta vivo e irrisolto il problema della Pianta Organica – ha illustrato Allegra – da qui discendono criticità organizzative e disagi dei lavoratori. Le figure professionali non sono identificate e premiate, le responsabilità non sono definite o sono definite in modo ambiguo e aleatorio. Il problema centrale è l’esiguità del contributo regionale fermo da una decina di anni all’importo di 6 milioni di euro. Pagati gli stipendi, e sottratte le spese di gestione ordinaria, la programmazione artistica diventa un compito arduo, quasi eroico, che comunque viene eseguito al massimo delle possibilità, rincorrendo il singolo euro. E’ chiaro che tale situazione non può trovare
continuità indefinita e che bisognerà affrontare in modo congruo la faccenda. E l’Orchestra, giustamente, ha ricavato uno spazio organico nella struttura organizzativa del Teatro, ma ancora non è sufficiente”.

Ultimo capitolo è stato riservato alla Gazzetta del Sud perché, negli ultimi anni, il mondo editoriale protagonista di una profonda ristrutturazione sotto il profilo tecnologico. “Nuove rotative e nuovi sistemi editoriali hanno modificato radicalmente le varie organizzazioni del lavoro all’interno delle aziende – ha affermato Allegra – Protagonisti, e non certo spettatori di questo nuovo scenario editoriale, sono stati i poligrafici che, attraverso le organizzazioni sindacali, hanno cercato di gestire e metabolizzare, nel miglior modo possibile, tali eventi. La crisi finanziaria ha investito anche il mondo dell’editoria. I dati che giungono sono sconfortanti: flessione delle vendite, flessione del mercato pubblicitario, perdita di commesse. Gli editori non sono riusciti ad ammortizzare gli investimenti fatti in nuove tecnologie. Anche la Gazzetta del Sud ha subito l’onda d’urto di questa dinamica economica negativa. La Fistel ha affrontato
e gestito le criticità che si sono sin ora presentate. Siamo partiti due anni fa riuscendo a far eleggere 3 RSU su 6 e, con questi rappresentanti, siamo diventati protagonisti ed interlocutori della dirigenza, con atteggiamento propositivo e costruttivo, ma anche fermo e coerente,  nel rispetto dei termini contrattuali. Abbiamo gestito e condiviso con l’Azienda i vari momenti che hanno portato alla firma del Piano editoriale. Abbiamo gestito le eccedenze di organico e siamo stati attori attivi, inserendo anche nostre proposte nelle varie fasi che hanno portato alla firma del contratto nazionale di settore. Applicando quest’ultimo siamo riusciti ad
intraprendere iniziative che hanno portato un passaggio di qualifica in vari reparti, a volte superando anche i limiti contrattuali. Siamo prossimi – ha concluso – ad iniziare la Contrattazione di 2° livello, scaduta nel giugno 2008″.

 

 

 

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