Precariato. Lombardo: si va verso la stabilizzazione

PALERMO – La Regione siciliana predisporrà un piano di stabilizzazione dei precari che vengono utilizzati nell’amministrazione regionale, negli enti locali e in quelli sottoposti a controllo e vigilanza della Regione, prevedendo il loro utilizzo nei settori che si dimostreranno scoperti o carenti dopo una ricognizione del personale in servizio.
Lo stabilisce una direttiva del Presidente della Regione Raffaele Lombardo che è stata illustrata oggi pomeriggio ai sindacati, durante un incontro a Palazzo d’Orleans.
La concertazione è, infatti, il metodo che la Regione seguirà per la soluzione definitiva del problema del precariato.
L’obiettivo è ambizioso: la Regione, recita la direttiva, formulerà un crono – programma che preveda, nel prossimo quinquennio, la stabilizzazione dell’intero bacino dei lavoratori provenienti dal regime transitorio dei lavori socialmente utili. “E’ intendimento del Governo della Regione – è scritto nella direttiva del presidente – restituire dignità giuridica a quei soggetti che, a causa della grave situazione occupazionale in Sicilia, hanno operato sino ad oggi in assenza di certezze sul proprio futuro”.
“Il conseguimento dell’obiettivo della stabilizzazione del così detto precariato storico presuppone necessariamente una fase intermedia caratterizzata dalla razionalizzazione e valorizzazione delle risorse umane”.
In breve, la direttiva presidenziale ipotizza, per l’amministrazione regionale, un percorso che prenda le mosse dalla ricognizione dell’attuale situazione delle pubbliche amministrazioni e dunque dall’adozione delle relative piante organiche. Così, saranno individuate le eventuali carenze organizzative per categoria professionale e i profili professionali disponibili, in modo da procedere alla stabilizzazione, nelle posizioni lavorative vacanti, dei precari storici. Tutto questo dovrà avvenire anche attraverso un percorso di razionalizzazione dell’organizzazione del lavoro che passi anche per la de – localizzazione dei carichi di lavoro oggi concentrati nelle sedi centrali delle amministrazioni, e la riqualificazione del personale in servizio.

 

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