Messina, “una provincia di vecchi ma non per i vecchi”

MESSINA – Messina, una provincia di vecchi ma non per vecchi. E’ l’analisi che emergerà dal Congresso della Federazione Nazionale Pensionati della Cisl di Messina che si svolgerà domani, 12 febbraio, dalle ore 9,30 all’Istituto Antonello di Messina. Il tema è affrontato dalla relazione del segretario provinciale Carmelo Muscolino e al dibattito interverranno i delegati nonché i segretari regionali della Cisl Maurizio Bernava e della Fnp Carmelo Raffa e il segretario della Cisl di Messina Tonino Genovese.
Muscolino accenderà in riflettori sulla provincia di Messina, in cui l’importo medio delle pensioni è di 520 euro. Una città povera, in cui i vecchi e i poveri sono anche nudi, cioè privi anche di copertura socio-assistenziale.
“La social card – anticipa Muscolino – è la cartina di tornasole dei redditi dei pensionati messinesi. L’hanno chiesta 13500 e l’hanno ottenuta in 9100. L’hanno ottenuta circa tanti cittadini quanti nell’intera Emilia Romagna o Toscana o Veneto; otto volte più della Liguria, cinque più del Molise, quattro volte più dell’Umbria, tre volte più del Friuli, il doppio delle Marche. E sono ancora centinaia, forse migliaia, coloro ai quali l’informazione deve ancora arrivare. Il comune di Messina – aggiunge Muscolino – spende per il sociale il 12% del bilancio; per gli anziani l’8%, pari a 109,49 euro pro capite. La media in Italia è del 19% e al nord, dove i poveri sono in numero marginale, si spende il 23%. A Bolzano se ne spendono oltre 500 e a seguire a Pordenone, Trento, Trieste, Modena. Siamo al paradosso: dove c’è più bisogno ci sono meno servizi e dove il tenore di vita è più alto gli Enti Pubblici offrono aggiuntive coperture socio-assistenziali. In Sicilia, per esempio, a Messina si spende meno che a Siracusa (178 euro), a Catania, Ragusa, Agrigento, Palermo e Caltanissetta”.
Alcuni numeri giustificano il titolo del Congresso. Nel 1951 con una popolazione di 220.668, i cittadini con più di 65 anni erano 22.000, pari al 10%. Nel 2007, con 245.000 abitanti, quelli che hanno superato i 65 anni sono 47mila, pari al 19,13%, cioè una percentuale quasi doppia. Nel 2045, a costanza di questi ritmi, gli anziani saranno 75.000 e la percentuale passerà da 1/5 ad 1/3. La situazione non presenta significative variazioni se si esamina l’intera provincia: la percentuale dei cittadini con più di 65 anni sale al 20,2% (132.000 su 654.000): con più di 70 anni è il 15,12%, con più di 80 anni e del 5,7%.
Nella sola Messina in 28mila hanno più di 70 anni, in 8mila più di 80 anni, in 1400 segnano più di 90 e in 190 più di 100 anni.

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