Furci. Rischiano di scomparire i medici di famiglia

FURCI SICULO  – Sabato 21 febbraio ore 11 nei locali “Oasi S. Antonio” Furci Siculo. lo Snami Messina ha organizzato un incontro tra medici iscritti e non iscritti per illustrare il progetto di riorganizzazione dell’assistenza medica sul territorio. che lo stesso Snami non condivide perché, viene fatto rilevare, si rischia di trasformare i medici in burocrati. Ma ci son anche altri motivi del ”no” dello Snami. Il Sindacato nazionale autonomo medici italiani ha partecipato a Roma alla manifestazione nazionale di protesta contro la riorganizzazione dell’assistenza medica sul territorio. I termini del progetto – si legge in un comunicato dello Snami a firma del dott. Antonino Grillo del Pte di S. Teresa di Riva –  prevedono norme destinate a modificare in modo radicale la figura del medico di famiglia, così come il cittadino lo conosce oggi, fino a farla scomparire per essere integrata in strutture omologabili alle Case della Salute. Quando e se applicati, i termini della nuova convenzione, porterebbero alla  scomparsa dell’ambulatorio del medico di famiglia, che attualmente è un solido e apprezzato punto di riferimento sul territorio per il cittadino, per integrare i Medici in mega strutture pubbliche, (come quelle della Asl che i pazienti già ben conoscono), dove una concentrazione anonima di medici erogherebbe a turno prestazioni 24 ore·al giorno, 365 giorni all’anno a un bacino di utenza di trentamila pazienti. Nessuno pensa alle difficoltà che i cittadini incontreranno nell’accedere a queste mega strutture in ambienti poco densamente abitati’ come la montagna e la campagna.
”Quanti cittadini sarebbero disposti a barattare il rapporto di fiducia con il proprio medico di famiglia e l’assistenza che ora riceve nel suo ambulatorio con la burocrazia, la complessità e l’affollamento prevedibile di una tale struttura?”, si chiedono i medici dello Snami. La nuova convenzione, prevede anche la totale schedatura dei dati sanitari di ogni cittadino in archivi pubblici a favore delle strutture dell’azienda sanitaria, e l’obbligatoria annotazione e archiviazione di ogni accesso del paziente al medico e persino ad ogni visita domiciliare effettuata, oneri burocratici destinati a sottrarre ai medici altro tempo per l’attività più propriamente clinica. E pensare che proprio ora – sottolinea il sindacato medici –  la Svizzera ha introdotto nel proprio sistema sanitario la figura del medico di famiglia sul modello attualmente presente in Italia. Se qualcosa funziona, se qualcosa  viene preso a modello da paesi avanzati come la Svizzera chissà perché nel nostro Paese quel qualcosa lo si debba abbattere con il plauso di tutte le forze politiche! Quella italiana è oggi la popolazione più longeva in Europa, tra le più longeve al mondo. Vedremo come saremo messi tra una decina d’anni – chiude lo Snami – quando il nuovo accordo che sta per essere imposto ai medici di famiglia entrerà a regime.

 

 

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