CALAMITA’ NATURALI, I POLITICI E I SANTI

Il territorio della costa jonica della provincia di Messina è stato provato duramente dal maltempo delle scorse settimane e lo dimostrano i danni provocati ed i milioni di euro richiesti dai nostri amministratori locali alla regione o al ministero. E’ legittimo cercare le risorse necessarie per tamponare rispetto ai buchi che si sono aperti, ai muri che si sono rotti, alle piante che si sono spezzate.
 La storia si ripete sempre quando le calamità naturali imperversano sul nostro territorio ed i vari politici, piuttosto che fare il mea culpa ed attivarsi per prevenire, fanno sopralluoghi, si mobilitano per chiedere ed aspettano l’intervento degli organi competenti o dei cosiddetti santi in paradiso.
 Però basterebbe poco, senza attendere sempre la solita manna, a rendere bello e fruibile il  paesaggio delle nostre cittadine; basterebbe la buona volontà e l’azione decisa dei governanti per dare un volto nuovo ai singoli paesi , seguendo un piano ambientale praticabile ed efficace.
 Prima dell’esaurimento delle discariche attualmente funzionanti, e manca poco!!, sarebbe bello che Savoca, Sant’Alessio, Fiumedenisi per esempio, praticassero la famosa raccolta differenziata. Sono piccoli comuni che hanno una buona amministrazione e godono della fiducia della gente, avendo ottenuto larghi consensi nelle passate elezioni. Questi amministratori hanno l’obbligo di prospettare uno sviluppo anche turistico pensando alla pulizia del proprio paese e sostenendo la raccolta differenziata in stretta collaborazione con l’ATO per diventare un modello da imitare per tutto il comprensorio.
In questo momento di crisi sarebbe auspicabile che Santa Teresa di Riva, Furci Siculo, Roccalumera, Nizza di Sicilia ed Alì Terme, ad esempio, studiassero, secondo la normativa vigente e con il beneficio dei famigerati fondi europei, progetti di utilizzo della cosiddetta energia pulita, per intenderci il sole , le correnti marine, l’eolico, le terme etc..
 Si sa infatti che l’Unione Europea ha l’obiettivo primario di produrre idrogeno dalle fonti di energia rinnovabile e sta riconfigurando la rete elettrica sul modello di Internet in modo da consentire ad aziende e proprietari di casa di produrre l’energia che serve loro e di condividerla con gli altri. Sarebbe proprio interessante che, una volta tanto, senza fare piagnistei  atavici e culturali, la classe dirigente sapesse prevedere, programmare e gestire il passaggio alla nuova era, andando oltre l’ordinario ed il quotidiano orticello, valorizzando le risorse naturali ed intellettuali della nostra zona e diventando nuovi prototipi, veramente ecoproduttivi, per tutta la Sicilia. Soprattutto adesso che ci sono “politici” quotati a livello provinciale, regionale e nazionale che nel periodo delle elezioni sono stati in grado di promettere anche la luna e di far sognare ai cittadini della fascia ionica il tempo del riscatto, è opportuno che diano prova delle straordinarie capacità e della volontà di realizzare meraviglie. Dovrebbero semplicemente inserirsi in tempo sulla scia della “terza rivoluzione industriale” basata sulla produzione dell’energia rinnovabile e sulla comunicazione delle reti intelligenti. Questa volta ci sarebbe dalla nostra il sole, l’acqua, il vento, le correnti, sorgenti termali e se volessimo aggiungere anche il patrimonio artistico e storico potremmo costruire il quadro del bel paesaggio e del futuro vivibile per le generazioni che verranno senza lasciare zavorre pericolose.

 

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