Capo Alì. Destinati 500mila euro per riaprire la strada

Positiva trasferta a Palerno del sindaco Lorenzo Grasso e degli assessori. 

ALI’ TERME – E’ andata a buon fine la trasferta a Palermo da dove gli amministratori comunali aliesi tornano con in ”borsa” 500 mila euro per risolvere l’insostenibile situazione determinatasi a Capo Alì con la chiusura della statale 114 lo scorso 21 gennaio per il crollo di una frana e per il pericolo di ulteriori cedimenti della collina che la sovrasta. A garantire la somma necessaria per dare inizio ai lavori di messa in sicurezza della strada nella zona di ‘’Impisi’’ dove esistono tutt’oggi pericoli sono stati l’ing. Salvatore Cocina, direttore regionale della Protezione civile, assente alla riunione per impegni precedenti ma che, telefonicamente, ha dato la sua disponibilità, e l’ing. Ugo Dibennardo, responsabile Anas Sicilia, i cui Enti tireranno fuori 250 mila euro ciascuno. I lavori di messa in sicurezza sono la concretizzazione di un progetto stilato nel 2004 dall’Anas attraverso un accordo di programma con il comune di Alì Terme e prevedono la sistemazione e l’imbgliamento della parete collinare con un sistema di grosse reti metalliche a doppia torsione, rafforzate con cavi pretesi. Questo accorgimento, per gli esperti Anas, eliminerà ogni pericolo di frane sulla statale nella zona di ”Impisi”. All’incontro, svoltosi nella sede centrale Anas di Palermo, ne seguirà un altro lunedì prossimo alla Prefettura di Messina, per pianificare i lavori a Capo Alì. Cinquecentomila euro, dunque, per questo primo intervento mentre, come è emerso dalla discussione, ci vogliono 8 milioni per mettere in sicurezza l’intero tratto della statale che per oltre 2 chilometri si snoda a Capo Alì. La domanda pressante, che si pongono le migliaia di automobilisti e operatori economici della zona, rimane la stessa: quando sarà riaperta la strada? Se in questi incroci di competenza e nel mettere insieme materialmente i 500 mila euro, sempreché non ci saranno intoppi, i lavori a Capo Alì potrebbero iniziare tra poco meno di una decina di giorni. La certezza, probabilmente, sta solo in questa previsione. Vedremo cosa succederà tra qualche settimana, dopo l’incontro in Prefettura, perché solo allora si potranno dare scadenze certe. Nella stessa riunione palermitana, invece, è stata scartata la possibilità della costruzione di una galleria paramassi la cui spesa è stata quantificata in 50 milioni di euro. E’ stato fatto notare che tale opera non è necessaria perché la morfologia delle colline a Capo Alì è diversa, ad esempio, da quelle di Capo Scaletta, dove la carreggiata è sovrastata da picchi rocciosi che rilasciano tonnellate di materiale. Al contrario, stando ai tecnici, ad Alì Terme la parete collinare è meno pericolosa poiché il materiale che si stacca in caso di frane può essere facilmente trattenuto dalle reti che saranno posizionate. Grosso modo questo il discorso che hanno fatto gli esperti, dimenticando, forse, che negli anni scorsi, proprio a Capo Alì e nella stessa zona di ‘’Impisi’’, si erano registrare enormi frane che ‘’cancellarono’’ la statale 114 con un ”muro”di pietre e terriccio alto alcuni metri. Anche la ferrovia venne in parte interessata. Sarà sufficiente una rete per evitare che eventuali altre frane finiscano sulla strada? Un altro punto di domanda, questo, la cui risposta può essere soddisfatta solo in caso di emergenze come quella, in ordine di tempo, del 21 gennaio scorso. Ma tant’è. ‘’Comunque, abbiamo fatto un passo avanti – ci ha detto il sindaco Lorenzo Grasso, presente alla riunione di Palermo -. In questa fase era prioritaria l’apertura di Capo Alì, chiusa da 15 giorni. Sulla possibilità della galleria paramassi vedremo in seguito il da farsi’’. All’incontro palermitano hanno partecipato per l’Anas gli ingegneri Marcello Sansone,  e Giovanni Iosa, responsabile del dipartimento di Catania; per Rfi, interessata per la parte sottostante il Capo dove scorre il rilevato ferroviario, c’erano i funzionari Roberto Corrao e Alfio Spina; in rappresentanza del comune di Alì Terme, oltre il sindaco Grasso, il vicesindaco Giuseppe Marino, gli assessori Carmelo Sparacino, il presidente del Consiglio, Pietro Caminiti, il consigliere Rosario Oliva e il geologo incaricato Salvo Puccio. 

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