Messina. Enzo Testa confermato segretario Fit Cisl

MESSINA – – Vincenzo Testa è stato confermato segretario generale della Fit di Messina, al termine del congresso della Federazione Trasporti della Cisl che si è svolto oggi presso l’Auditorium dell’Atm. In segreteria entrano Michele Barresi, Ottavia Perrone, Domenico De Domenico e Francesco Arcerito.
Congresso molto partecipato con la presenza del segretario nazionale della Fit Beniamino Leone, l’assessore comunale ai Trasporti Carmelo Capone, la dott.ssa Longo dell’Autorità Portuale, il responsabile della Navigazione di Bluvia ing. Bordieri, il direttore generale dell’Atm Claudio Conte, il segretario generale della Cisl di Messina Tonino Genovese e il segretario regionale della Fit Cisl Amedeo Benigno che ha concluso i lavori.
“Siamo in un luogo simbolo – ha esordito il segretario della Cisl di Messina Tonino Genovese – la Cisl dà grande valenza a questo settore. Dall’organizzazione dei trasporti passa lo sviluppo del territorio. Assistiamo a bellissimi progetti per gli enormi flussi di trasporto, per il piano dell’Atm. Ma il problema è che spesso restano sulla carta, perché c’è chi fa in modo che non si realizzino. E’ fondamentale mantenere l’Atm come unica azienda pubblica. Salvare l’Atm significa salvare e dare lavoro a 682 famiglie. E’ un interesse comune, è una responsabilità di tutti”.
Ci sono tanti problemi dovuti ai commissariamenti e alle sindacature brevi – ha detto l’assessore comunale ai Trasporti Melino Capone – avevamo pensato di vendere gli immobili che valgono circa 25 milioni, ma i debiti ammontano a 40 milioni. Domani verrà presentato il piano industriale ai sindacati, poi ci saranno quindici giorni per modifiche e integrazioni. L’Atm gestirà il servizio carro attrezzi. Le tratte da Messina per Villa San Giovanni, per Reggio e per l’aeroporto saranno effettuati la metropolitana del mare. E per l’aeroporto dello Stretto, ci sarà la possibilità di effettuare il check in a Messina sugli aliscafi di Rfi. La Cisl mi accusa di avere avuto poco coraggio nel rinviare il trasferimento del gommato, forse hanno ragione, ma ci sono ancora difficoltà al Norimberga e a Tremestieri. Secondo me la Rada San Francesco non si poteva chiudere subito, la Cisl sostiene di sì. Nel contratto nuovo della gara internazionale c’è il limite di tre anni, dopodiché la rada verrà chiusa. A Tremestieri abbiamo imposto un’area di stoccaggio e una corsia preferenziale per chi trasporta prodotti deperibili, chi troverà questa soluzione avrà priorità nel bando di gara”.
Molto articolata la relazione del segretario generale della Fit Cisl di Messina, Enzo Testa che ha sottolineato come “negli ultimi 5 anni solamente il 16% delle somme che lo Stato ha destinato alle ferrovie sono state spese da Napoli in giù e di questi solamente l’ 1,2% in Sicilia”.
“Oggi – ha continuato – Freccia Rossa – copre in tre ore  e mezzo i 632 km di distanza che separano Roma e Milano, mentre la Freccia del Sud impiega ben 23 ore per percorrere i 1600 km che separano Agrigento da Milano, per non parlare poi della ormai famosa cosiddetta Freccia Rotta, che nei giorni scorsi che ha impiegato cinque ore e mezzo per coprire i 243 km di distanza tra Catania e Palermo, oppure delle quattro ore che si impiegano per raggiungere Palermo partendo da Messina”.
“Nello Stretto di Messina – ha proseguito Testa – da oltre 20 anni  non si è più provveduto ad alcun tipo di investimento, né per l’ammodernamento delle strutture e del naviglio, né per il mantenimento di quelle esistenti,  subordinando  il  tutto  alla costruzione del Ponte sullo Stretto, con il risultato, oggi sotto gli occhi di tutti, di un sistema di attraversamento collassato, le cui disfunzioni riempiono quasi giornalmente le pagine della cronaca regionale e nazionale.
La  posizione della Cisl sul Ponte è stata e rimane quella di non costruire un manufatto a se stante, ma una grande infrastruttura collegata sinergicamente con un moderno sistema ferroviario – autostradale che, non bypassando la città di Messina, potesse raccordare quest’ultima in maniera sinergica con Palermo e Siracusa”.
Testa ha, poi, dato alcuni numeri dei trasporti dal porto di Messina e Tremestieri. Nell’anno 2008 il porto di Messina/Tremestieri è stato interessato da 84.582 corse navali di cui 82.867 tra le due sponde e 1720 tra Messina e Salerno (autostrade del mare) trasportando 873.069 mezzi pesanti, di cui 115.539 da e per Salerno, oltre a 2.271.475 autovetture di cui 56.125 per la rotta Salerno, oltre a  9.279.631 passeggeri, di cui 250.460 da e per Salerno. I mezzi gommati che nell’anno 2008 hanno attraversato nei due sensi lo Stretto, hanno trasportato merci per 6.396.897 tonnellate. Sempre all’interno del porto sono state movimentate inoltre 213.446 tonnellate  di ferro ed acqua, quest’ultima per le isole Eolie. A queste cifre vanno aggiunte 250 navi da crociera che avevano a bordo 337.714 crocieristi, pochissimi dei quali però hanno visitato la città.
“Un impressionante volume di traffico gommato – ha sottolineato Testa – che ogni giorno interessa la nostra città, rendendo difficile la vita ai suoi abitanti, che con l’apertura di Tremestieri pensavano di essersi liberati dai Tir e dalle auto da e per il continente. Invece così non è stato in quanto le auto continuano ad imbarcarsi alla rada di S. Francesco, mentre la città nell’anno 2008 è stata nuovamente attraversata da ben 115.539 Tir e 24.561 nuove auto che provenienti questa volta da Salerno hanno percorso e percorrono ancora oggi le vie del centro storico e incrociando anche il Viale S. Martino che, come tutti ricorderanno, in passato non era mai stato interessato direttamente dal problema dell’attraversamento”.
“Mentre la città scoppia – ha denunciato ancora il segretario della Fit Cisl di Messina – non essendo in grado di sopportare tale traffico veicolare, le Ferrovie,  che ne sono l’alternativa per eccellenza,   nonostante le continue denuncie della Fit e della Cisl, mettono da tempo in atto un piano di dismissioni delle attività devastante, tra l’assoluta indifferenza della classe politica che ha governato e governa questa città”.
E Testa ha raffrontato l’impegno di Ferrovie dello Stato negli ultimi dieci anni. Dieci anni fa sullo Stretto erano presenti cinque navi solo per trasporto treni di cui 4 permanentemente in servizio con 36 corse giornaliere ciascuna, 3 navi per il trasporto gommato con 45 corse giornaliere ciascuna, 1 nave per il trasporto ferro cisterne con 12 corse giornaliere, per un totale di circa 1500 unità lavorative impegnate. Oggi: 3  navi per trasporto treni per 27 corse giornaliere ciascuna di cui oltre il 20% a vuoto (senza carico), 2  navi per trasporto gommato per 12 corse giornaliere per nave, 1  nave per trasporto ferro cisterna per 6 corse al giorno, 2  mezzi veloci per 15 corse giornaliere, Per un totale di circa 550 unità lavorative impegnate, con una diminuzione complessiva della forza lavoro nel segmento navigazione di oltre il 65%, Conseguentemente a terra è notevolmente  diminuita la movimentazione  di  carri  e carrozze ferroviarie, basti pensare che si è passati dall’impiego di 11 locomotive  di  manovra  con  400  carri giornalieri e 250 addetti, alle attuali 3 locomotive impiegate con 120 addetti, utilizzate prevalentemente  per  l’imbarco dei treni viaggiatori, con una drastica diminuzione del numero di corse e una contrazione di attività e personale impegnato che raggiunge il 60% .
“Queste condizioni hanno portato alla chiusura dello scalo merci di Contesse, uno scalo immenso composto da 42 binari disposti a ventaglio oggi sommerso dalle erbacce, e alla cancellazione dello scalo merci di Via S. Cecilia, dove potrebbe nascere la nuova stazione ferroviaria. La diminuzione del numero dei treni ha determinato anche ricadute occupazionali pesanti, che in massima parte ricadono sul personale ferroviario di Messina e nell’indotto in quanto sede operativa delle Divisioni Passeggeri e Cargo. I poli manutentivi ferroviari, di conseguenza a loro volta hanno subito

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