Capo Alì. Sarà forse riaperta tra un mese la statale!

Questa mattina sopralluogo di Anas, Protezione civile e Genio civile.

ALI’ TERME – ‘’ La statale 114 Messina-Catania nel tratto di Capo Alì potrà essere riaperta non prima di un mese’’. E’ questa la ‘’sentenza’’ emessa questa mattina a conclusione del sopralluogo sollecitato dal prefetto Francesco Alecci l’altro ieri in Prefettura. A dire a chiare lettere e senza tentennamenti che la statale 114 non può essere aperta prima di quella data è stato il geologo dell’Anas Giovanni De Maria. Rabbia e delusione, quindi, tra gli amministratori comunali presenti, tra i quali il vicesindaco Giuseppe Marino, gli assessori Tommaso Micalizzi, Maria Rita Muzio, Carmelo Sparacino, ed i consiglieri comunale Rosario Oliva e provinciale Pippo Lombardo. C’erano al’incontro pure Benedetto Falcone dell’Ufficio tecnico di Alì Terme e i marescialli della locale stazione dei carabinieri Salvatore Garufi e Ferrarotto ‘’E poi – ha aggiunto De Maria  – l’Anas di Palermo dispone di 40 mila euro da poter destinare per i lavori a Capo Alì mentre, vista la situazione, qui ne occorrono almeno 420 mila’’. Dunque, è soprattutto una questione di soldi, quelli che però non ci sono. ‘’Dobbiamo perciò – ha aggiunto il funzionario Anas – battere cassa alla sede nazionale di Roma’’. Gli automobilisti quindi possono mettersi il cuore in pace e assieme a loro quanti stanno subendo danni ingenti dall’interruzione della statale che, ormai, si protrae dal 21 gennaio scorso quando dalla collina che sovrasta la carreggiata precipitò un enorme masso. E sempre ieri mattina, due dei rocciatori che ancora sono impegnati a Capo Scaletta, hanno ispezionato per qualche ora la parete rocciosa per rendersi conto della situazione. Hanno riferito che il pericolo è incombente perché ci sono due grossi massi in precario equilibrio, appoggiati su terreno argilloso, il che significa che sarebbe sufficiente una  insistente pioggia per farli scivolare a valle, sulla statale. Gli operai hanno aggiunto che i tempi necessari per gli interventi, compresa la posa di una nuova rete metallica di protezione in sostituzione di quella attuale ormai logora, per mettere in sicurezza quella parte di collina a rischio richiedono dai 7 ai 10 giorni sempreché in corso d’opera non vengano fuori altre ‘’sorprese’’ Ma ogni discorso va a finire sempre lì: le casse dell’Anas sono vuote per cui in questa fase si discute  praticamente sul nulla. Ma c’è dell’altro, quando sarà il momento di bonificare la collina Rfi si vedrà costretta a fare anche la propria parte innalzando una barriera di ferro o cemento lunga un centinaio di metri a difesa della linea ferrata che in quel tratto si snoda a una ventina di metri dalla statale. E della possibilità che si possano verificare altre frane si sono resi anche conto l’architetto Carmelo Blancato della Protezione civile e i rappresentanti del Genio civile ing. Pasquale Gugliandolo e il geometra Giovanni De Leo. Quello di ieri mattina, comunque, piu’ che di un sopralluogo tecnico è stata una presa d’atto approssimativa di quanto si deve fare a Capo Alì per ritornare alla normalità. L’Anas, infatti, solo nei prossimi giorni invierà sul posto una squadra di tecnici per monitorare il fronte collinare. Dunque, un mese d’attesa o forse piu perché in situazioni del genere le pastoie della burocrazia sono lunghe, snervanti. Da dire, infine, che per la seconda volta, ignoti hanno semidistrutto le barriere di sbarramento per ricavare uno spazio per infilarsi in quel tratto di statale interdetto al traffico.

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