Riapertura Capo Alì. Il prefetto: interventi immediati

MESSINA –  Sono tate delineate oggi nel corso di un vertice in Prefettura le strategie per risolvere l’insostenibile situazione determinatasi sulla statale 114 Messina-Catania nel tratto di Capo Alì, chiusa al traffico veicolare dal 21 gennaio scorso a seguito di una frana. Al vertice a Palazzo di Governo numerosi amministratori comunali dell’hinterland jonico. Al tavolo con il prefetto Francesco Alecci i sindaci di Alì Terme, Lorenzo Grasso (accompagnato dal vice Peppinello Marino, dal presidente del Consiglio Pietro Caminiti e dai consiglieri Rosario Oliva e Maria Catena Sterrantino), di Alì Carmelo Satta (insieme all’assessore Rosario Parisi e al presidente del Consiglio Pietro Fiumara) e di Itala, Antonio Miceli. C’erano anche l’assessore alla Protezione civile di Scaletta Zanclea Luana Pagliuca e l’assessore Rino Mignali di Nizza; l’ingegnere Marcello Sansone dell’Anas del dipartimento di Catania, l’ing. Bruno Manfré, massimo esponente della Protezione civile messinese; l’ing. Pasquale Guagliandolo per il Genio civie; Gaspare Coppola, Tindaro De Pasquale e Calogero Baldone di Rfi; il consigliere provinciale Giuseppe Lombardo e rappresentanti dei carabinieri e della polizia. L’incontro si è aperto con gli interventi degli amministratori jonici sulle gravi problematiche che affliggono il territorio. Il sindaco Lorenzo Grasso ha puntato i riflettori sui disagi quotidiani che riguardano le mille difficoltà alle quali sono costretti impiegati, operai, operatori economici, gli alunni di Itala e Scaletta che frequentano l’istituto salesiano delle suore di Alì Terme, ai costi sostenuti dagli automobilisti aliesi e da quelli dei paesi vicini, costretti a pagare il pedaggio dell’autostrada e il conseguente maggior consumo di carburante per aggirare l’ostacolo Capo Alì. Grasso poi ha parlato della paralisi delle attività commerciali e dei mezzi pesanti bloccati a nord dal Capo chiuso e a sud dal ponte pericolante sul fiume Nisi, interdetto ai veicoli con un carico superiore alle tre tonnellate e mezzo.  Hanno fatto seguito gli interventi dei primi cittadini di Itala ed Alì, sulla stessa lunghezza d’onda di Grasso. Il prefetto Alecci ha tracciato  le linee guida per trovare la soluzione, sollecitando, intanto, per domani mattina alle 10, un sopralluogo a Capo Alì con amministratori comunali, Genio civile, Protezione civile e Anas per quantificare dettagliatamente i danni e vagliare le possibilità, previi i necessari interventi, di riaprire al più presto l’arteria. L’Anas ha però messo le mani avanti, nel ribadire che l’intervento a Capo Alì compete, secondo il nuovo codice della strada, ai proprietari dei terreni del  costone roccioso che sovrasta la carreggiata. Pronta la replica del prefetto:  “Avviate pure le procedure per contattarli – ha sottolineato senza mezzi termini – ma non è detto che poi quei lavori vengano realizzati: intanto è necessario intervenire, reperire le somme per riaprire la strada. Eventualmente, poi, vi rivarrete sui privati. Ma non possiamo aspettare”. Ma sempre ieri, l’Anas per la questione Capo Alì ha  mostrato maggiore disponibilità nel corso di un altro tavolo tecnico svoltosi alla Provincia presieduto dal presidente Nanni Ricevuto e al quale, tra gli altri, hanno partecipato l’ing. Ugo Dibennardo e Gioacchino Del Monaco, rispettivamente direttore generale Anas Sicilia e dirigente della zona ionica, e per il comune di Alì Terme l’assessore Carmelo Sparacino e il consigliere Marco Di Nuzzo. L’ing. Dibernnardo, nel rispondere alle pressanti richieste dei due amministratori aliesi, ha puntualizzato che solo domani mattina a conclusione del sopralluogo previsto a Capo Alì,  l’Anas potrà avere un quadro piu’ realistico della situazione. ‘’Dobbiamo quantificare l’entità del danno e gli interventi da fare – ha detto Di Bernardo – e se la spesa da affrontare non andrà a superare certe cifre sarà l’Anas a farsene carico’’.
Il prefetto Alecci durante il vertice a Palazzo di Governo ha invitato carabinieri e polizia a vigilare affinché l’ordinanza di divieto di transito a Capo Alì venga rispettata e di reprimere altri eventuali abusi da parte di ignoti che l’altro ieri notte hanno rimosso i due guard-rail installati dall’Anas per impedire il transito ai mezzi lungo la statale; barriere che sono state prontamente risistemate nelle prime ore di ieri mattina. Inoltre il prefetto ha annunciato di essersi fatto promotore di un incontro a Palermo con i vertici dell’Anas per far presente i gravi disagi della popolazione e chiedere le somme necessarie per superare l’attuale emergenza in attesa che a Capo Alì si realizzi un’opera adeguata che faccia uscire definitivamente dal guado le migliaia di persone al momento private dal diritto di muoversi liberamente.
Da dire, infine, che durante il vertice alla Proincia è stata confermata l’apertura di un ufficio  (Anas) a Messina, che avrà sede in via Del Santo e che sarà il punto di riferimento per tutto il territorio provinciale. L’ufficio, che diverrà operativo a partire dal 20 febbraio prossimo, lavorerà in sinergia con la Provincia regionale, grazie ad un gruppo di lavoro misto di tecnici ed amministrativi. Ad una prima fase di studio e di monitoraggio seguiranno una serie di interventi anche attraverso la realizzazione di opere importanti. Nello specifico, si provvederà immediatamente alla redazione di un “piano emergenza” per la messa in sicurezza ed il ripristino della viabilità nelle zone fortemente colpite dai violenti eventi atmosferici degli ultimi mesi. Le emergenze maggiori individuate riguardano Capo Alì e Capo Skino (Gioiosa Marea). Altri interventi riguarderanno anche la zona di Piraino e la S.S. 113 a Calamona (Messina Nord).

 

 

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