Taormina. Mostra a scuola sul terremoto del 1908

TAORMINA- “Ricordare i 37 secondi che nel dicembre del 1908 distrussero Messina, non è solo un necessità storica è, anche, se non soprattutto, un’esigenza da dove partire per cercare di costruire un mondo sostenibile”. E’ questo il presupposto dal quale sono partiti gli alunni del Comprensorio Uno di Taormina per definire un itinerario che, dalla catastrofe di cento anni fa, li ha portati ad avere la necessaria consapevolezza su quanto è necessario fare per avere un territorio a misura d’uomo e intimamente legato al passato, alle tradizioni. I ragazzi, che hanno operato in collaborazione con alcune associazioni culturali locali, hanno realizzato una grande mostra fotografica che raccoglie quanto avvenne in quei 13 secondi durante i quali la forza della natura devastò non solo Messina, ma anche Reggio Calabria, e una serie di piccoli centri delle due provincie, ma anche i 13 giorni che seguirono. Foto, illustrazioni, articoli di giornali di tutto il mondo, video realizzati appositamente, sono stati utilizzati per consentire ai ragazzi di oggi ed a tutti di poter ricordare: Che la Sicilia è una terra inquieta”, caratterizzata dal susseguirsi di terremoti, maremoti, eruzioni del grande vulcano Etna. Una terra nella quale si verificano eventi straordinari, violenti e terribili ma che rappresentano l’essenza di questa isola, ne costituiscono la sua essenza; una terra che per questo va rispettata.
“La nostra terra trema –ha scrtto gli studenti taorminesi- ha sempre tremato. Trema perché è geologicamente giovane”. A spiegazione dell’anima del progetto didattico conclusosi a Palazzo Duchi di Santo Stefano, hanno aggiunto: “il nostro è un percorso didattico voluto per non dimenticare Messina e Reggio Calabria, per non dimenticare la grande solidarietà nazionale ed internazionale evidenziatasi nei giorni immediatamente dopo la catastrofe, per rivivere, attraverso un percorso giornalistico, i primi giorni dopo quel 28 dicembre 1908, per comprendere ed insegnare ed essere consapevoli che ciò che è stato potrà, nel futuro, ripetersi”. Chiude un concetto di grande spessore culturale. “Dobbiamo essere solidali come lo sono stati in tantissimi cento anni fa, ma anche pronti a trovare tutte le soluzioni affinché mai nessuno riviva le esperienze tragiche di quella notte”. La manifestazione è stata realizzata, in sintonia con il Comune di Taormina ma, principalmente grazie all’apporto fattivo dell’assessorato alla cultura della Provincia regionale di Messina: “che –ha detto l’assessore Mario D’Agostino- ha inteso dimostrare che il grande terremoto non è patrimonio solo di Messina ma dell’intero territorio”.
Il senso di quanto avvenuto in quei giorni, è stato illustrato, oltre che dai ragazzi, dai giornalisti Vanni Ronsisvalle e Crisostomo Lo Presti, da Alfio Seminara direttore dell’Archivio Storico di Messina, dallo storico Franz Riccobono e dalla professoressa Maria Luisa Tobar dell’Università di Messina. La mostra che caratterizza l’iniziativa, resterà aperta sino a metà febbraio.

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