Fiumedinisi: no alla cementificazione del fiume Nisi

FIUMEDINISI – Gli ambientalisti si mobilitano per dire ”no” alla cementificazione del torrente Nisi, dove si sta costuendo un muro d’argine all’altezza del centro abitato; lavori che la minoranza consiliare ritiene difformi al progetto originale e che stanno procurando gravi danni all’ambiente.  La manifestazione, programmata in primo tempo proprio nell’alveo del fiume, si è svolta nell’ex palestra delle scuole a cause cattive condizioni del tempo. Al tavolo dei relatori Nino Maisano, presidente dell’associazione ”Pietra Rossa” e responsabile del locale gruppo ”Fare verde Messina”, Anna Giordano del Wwf Italia, Giuseppe Piccolo delegato provinciale ”Giovane impresa Coldiretti”, Francesco Rizzo, coordinatore provinciale ”Fare verde Messina”, Francesco Repici capogruppo consiliare al comune di Fiumedinisi, e Gaetano Ricca consigliere dello stesso schieramento. Erano anche presenti il prof. Pietro Villari già direttore degli scavi archeologici nell’area di Fiumedinisi per l’Università della South Florida e l’ex assessore provinciale Giorgio Fleres. Tutti gli interventii hanno evidenziato lo sfascio ambientale che si sta consumando nel fiume Nisi dovuto alla selvaggia cementicazione.  ”Stiamo lottando con tutte le nostre forze – ha sottolineato Nino Maisano – per evitare altri irreparabili danni. Non vogliamo né muri né ponti che somiglino ad eco-mostri perché tutto questo – ha aggiunto – è propedeutico a speculazioni edilizie. Che sia chiaro – ha concluso – stiamo portando avanti la nostra battaglia contro un sistema e non contro la singola persona”. Il riferimento era ovviamente all’on. Cateno De Luca, sindaco di Fiumedinisi. La rappresentante del Wwf, Anna Giordano, ha fermamente rilevato che la natura non va stravolta. ”Se anticamente il paese è stato costruito solo su una sponda – ha detto la Gioardano – ci sarà pure un motivo per cui non capisco il perché si intenda a tutti i costi appropriasi anche dell’altra sponda con una espansione urbanistica che avrà un impatto devastante per il territorio. Il Wwf – ha concluso la Giordano – metterà in atto, ai vari livelli, le azioni necessarie per evitare che in una delle vallate più caratteristiche della provincia di Messina venga consumato l’ennesimo scempio”
Altro argomento attenzionato è stato quello relativo al depauperamento delle risorse idriche: ”Se gli interventi saranno portati a termine – ha detto Ettore Caprino, produttore agrumicolo di Nizza di Sicilia – si vericherà inevitabilmente il prosciugamento dei corsi d’acqua che alimentano i consorzi irriqui ”Carbone” e ”Cirè”, che portano acqua non solo ai terreni di Fiumedinisi ma anche a quelli di Nizza di Sicilia e Roccalumera. In pratica – ha concluso Caprino – rimarrebbero all’asciutto oltre 500 ettari coltivati ad agrumeto”.
A lanciare l’allarme che nel fiume Nisi si stanno eseguendo opere in dispregio dell’habitat naturale, erano stati i consiglieri di minoranza di Fiumedinisi, Francesco Repici, Luigi Caminiti, Gaetano Ricca e Gino Todaro, che avevano inoltrato un esposto all’assessorato regionale  Territorio e ambiente, al ministero dell’Ambiente, al Genio civile, alla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Messina, alle Procure della Repubblica di Palermo, Messina e Rona e alla locale caserma dei carabinieri. Il gruppo d’opposizione sostiene che i lavori  in corso d’opera sulla sponda destra del corso d’acqua sono difformi al progetto approvato dall’assessorato regionale che prevedevono dei gabbioni anziché un muro in cemento. Il presidente dell’associazione fiumedinisana politico-culurale ”Pietra Rossa” evidenzia che il muro si allunga per circa 700 metri, per un’altezza che varia dai 4,40 metri ai 10,80 metri. ”Alle nostre denunce – ha chiuso Maisano – è seguito il silenzio. Nessuno, infatti, fino adesso si è attivato per evitare che quest’opera possa modificare l’ecosistema del fiume Nisi”.

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