S. Teresa. Il Consiglio chiede lo stato di calamità

S. TERESA – Approvata all’unanimità dal Consiglio comunale la richiesta di stato di calamità naturale dopo i danni causati dal maltempo dei giorni scorsi. Secondo una prima stima redatta dall’Utc, i danni nella cittadina jonica ammontano a 1 milione e 500mila euro, di cui 700mila euro nel solo lungomare. La seduta di ieri sera, con all’ordine del giorno solo la proclamazione dello stato di calamità, è durata una trentina di minuti In aula ha relazionato il sindaco Alberto Morabito, il quale ha parlato di “situazione ormai tornata alla normalità sul lungomare”. Il primo cittadino ha anche risposto all’intervento del consigliere di opposizione Fabio Palella, che poco prima aveva criticato le modalità e i tempi di intervento per la rimozione della sabbia sul lungomare. Secondo Palella, infatti, i lavori nel quartiere di Bucalo sono stati effettuati con un certo ritardo, mentre un occhio di riguardo è stato destinato alla zona sud del paese. Morabito ha risposto che nei giorni successivi alla mareggiata ben quattro squadre di operai hanno lavorato senza sosta in diverse zone della via marina e che solo per motivi di natura tecnica a Bucalo gli interventi si sono conclusi dopo che negli altri quartieri. A Palella ha risposto anche il consigliere Pablo Spadaro, che ha bollato come “speculazioni politiche” l’intervento del collega di “Sicilia Vera”. La richiesta dello stato di calamità naturale è comunque passata, come detto, all’unanimità. Nel corso della seduta sono intervenuti anche i consiglieri Roberto Moschella, che ha parlato dei danni riportati anche dall’ex discarica di Vallone Abramo e il capogruppo di maggioranza Giuseppe Sturiale, che ha elogiato il lavoro svolto dall’amministrazione comunale. Da segnalare lo scambio di opinioni l’esponente della minoranza, Danilo Lo Giudice, e il vicepresidente del Consiglio, David Trimarchi. Lo Giudice ha sottolineato il fatto che al di là dell’eccezionale ondata di maltempo, ogni volta che piove a S. Teresa le strade vengono invase dall’acqua. Trimarchi ha risposto che questo è frutto delle scelte urbanistiche degli ultimi 15 anni e che l’amministrazione è a conoscenza del problema, tanto che in diverse zone si sta già intervenendo, mentre per altre si provvederà a breve, come nel caso del torrente Portosalvo, le cui opere di riqualificazione saranno appaltate a breve. Infine, il presidente Lenzo ha comunicato che è a disposizione dei cittadini, che hanno riportato dei danni legati al maltempo, un modulo per richiedere il risarcimento.

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