TERRITORIO, COME L’UOMO HA PRODOTTO PIAGHE INSANABILI

NELLA RIVIERA IONICA della provincia di Messina , colpita duramente dal nubifragio di martedì 13 gennaio, è tornato il bel tempo e un sole splendido si riflette sulle acque placide del nostro mare azzurro. In effetti la natura della Sicilia è meravigliosa, il paesaggio tra la collina e la costa è attraente per la disposizione dei paesi coronati dai giardini verdeggianti e accarezzati dalle onde spumeggianti, per i giochi variegati dei colori e  per la squisita delicatezza dei profumi.
 Purtroppo la bellezza di questo angolo di paradiso, realtà fino a quando la mano dell’uomo non  ha cominciato a strappare la spiaggia al mare, l’alveo ai torrenti, gli alberi alle colline, si è deturpata e sono state inferte piaghe insanabili al nostro territorio. E’ bastato un giorno di pioggia , di vento e di mare tempestoso per mettere in scacco tutta la zona ionica : torrenti fuori dagli argini, lungomari inondati con le barche in mezzo, strade allagate, fiumare minacciose nelle arterie in pendenza, frane e smottamenti sulle vie della collina. Il giorno dopo, oltre alla conta dei danni, c’è la sabbia da rimuovere, le buche da riempire, i servizi da ripristinare.
 Prima di riprendere la vita normale, dopo aver fatto pulizia nei piani sotterranei, c’è da attraversare, per qualche giorno, una cortina di polvere asfissiante, ma, nel tutto, ormai è tornato il sereno e non ci si deve preoccupare di niente!!!??
 Che non ci sia stato un piano regolatore in grado di : prevedere le distanze di sicurezza dal mare e dal letto dei torrenti, saper realizzare il deflusso delle acque, stabilire un criterio razionale per le concessioni edilizie e per la viabilità.
 Che non ci siano stati amministratori della cosa pubblica capaci di difendere la campagna con le annesse attività produttive, di evitare la cementificazione selvaggia, di mantenere l’integrità del territorio, pur assecondando lo sviluppo. Che non si abbia il senso civico, la responsabilità del bene comune ed il rispetto delle generazioni future.
E’ sufficiente che torni il sereno con il bel sole e tutto rientra nel solito sistema senza che la classe dirigente faccia il punto della situazione e prenda consapevolezza del fatto che non basta vincere le elezioni, avere la maggioranza e stare sulle poltrone, è tempo di prendere iniziative, progettare e fare scelte oculate a vantaggio dell’hinterland ionico.
Per questo è opportuno puntare sulla collaborazione e la reciproca considerazione in modo da trovare soluzioni condivise, edificanti, di prospettiva, degne di un habitat a vocazione turistica, agricola, artigianale e commerciale. E’ venuto il momento, dentro la minaccia di una crisi incombente e sulle ferite del maltempo, per i nostri amministratori di uscire fuori dal famigerato orticello e pensare in grande, nella dimensione comprensoriale, per una politica umana che sappia valorizzare la creatività, la capacità, la pazienza, il lavoro, il dialogo e l’onestà senza competizioni inutili  ed egoismi dannosi. Ritorna il sereno veramente quando si sceglie di stare al servizio della comunità al di là di ogni campanilismo per promuovere con avvedutezza quanto propone la terra e la cittadinanza che ci abita, pensando anche a favore di quelli che verranno dopo.
                                                                                      

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