Taormina. Crisi turistica, piano interventi in stand-by

Giuseppe Monaco

TAORMINA- Non è ancora definito e definitivo il “Piano d’intervento per fronteggiare la crisi turistica”. I partiti e imprenditori continuano ad interrogarsi su cosa fare. Ma a cosa potrà servire un Piano elaborato adesso, ad inizio anni, a ridosso della stagione turistica 2009? Dopo la discussione e le valutazioni al testo elaborato dalla minoranza consiliare, il Consiglio comunale è chiamato a tornare sull’argomento (rinviando le attese soluzioni) che è al centro del dibattito politico e delle discussioni sul futuro economico della città. Di “Piano per il turismo”, a Palazzo dei Giurati si tornerà a parlare giovedì, nel corso di una nuova sezione di lavori consiliari. “Intanto –dice l’opposizione- l’argomento sarà dibattuto nel corso di speciali incontri che vedranno protagonisti amministratori, consiglieri e rappresentanti dei partiti”. L’intento è quello di arrivare ad un testo condiviso o che, almeno, non presenti punti di grave frizione. “Per quanto ci riguarda –dice l’ex assessore al Turismo, Salvo Cilona- puntiamo su alcuni punti che riteniamo irrinunciabili”. Il riferimento è, soprattutto, all’attività delle strutture ricettive. Secondo la minoranza, infatti, è inammissibile che, in certi periodi dell’anno, la gran parte degli alberghi resti chiusa. Una situazione che è il frutto dell’attuale crisi ma che mette in dubbio la capacità di Taormina di far fronte alle attuali difficoltà. Alla chiusura degli alberghi, intanto, ha fatto seguito una “drammatica” serie di licenziamenti. Molti alberghi hanno fatto ricorso a questa soluzione per limitare le spese in vista, a quanto pare, di una nuova stagione di magra. Una scelta che, a quanto pare, denuncia una certa incapacità degli imprenditori a far fronte alle difficoltà. Chiudere nei momenti di bassa stagione e ridurre il personale può voler dire che gli albergatori non hanno voglia di scommettere sulla città. Non è questa, se vera, la dimostrazione che la categoria crede nella città, nelle sue prerogative e potenzialità. Gli albergatori sembra abbiano voglia solo di seguire l’andamento del mercato senza cercare soluzioni, nuovi ambiti turistici. Di contro sono impegnati a chiedere un forte impegno all’amministrazione di Palazzo dei Giurati.
Nel Piano discusso due settimane fa e diventato solo una “bozza” sulla quale confrontarsi, ci sono infatti moltissime indicazioni che vedono il Comune protagonista. Ecco, quindi, che si chiedono: videosorveglianza della città, particolare attenzione alla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, cura per l’arredo urbano, messa a punto del Palazzo dei Congressi e il suo affidamento ad un società specializzata a eseguito di un appalto concorso, lotta all’inquinamento acustico, partecipazione alle francesi, russi, inglesi ed irlandesi. Nella sostanza, in questo particolare momento, si chiede: “Un investimento corposo indirizzato su una campagna promozionale, invitando giornalisti di settore, acquistando spazi su riviste ed organizzando wordshop mirati”. Nella bozza di Piano, ovviamente, non mancano riferimenti al casinò (una questione vecchia di decenni),  al porto turistico (argomento sempre in primo piano ma mai affrontato con determinazione, soprattutto in chiave comprensoriale), al golf (che sta, dice, per diventare realtà). Agli albergatori, il Piano chiede: “Pacchetti turistici competitivi elaborati in sinergia con i commercianti. Sembra veramente poco). L’argomento porto turistico, per quanto si legge nella prima bozza del Piano anti crisi, merita un breve commento. Per il momento, i consiglieri comunali che hanno approvato il documento, si sono dichiarati favorevoli sull’ipotesi “Villagonia”, vale a dire alla proposta di un gruppo privato, che tanto fece discutere alcuni anni fa. Nel documento approvato, infatti, si legge: “Vero è che la baia di Villagonia è bellissima ma è anche sostenibile che una struttura non invasiva, senza nessuna speculazione edilizia e a misura di Taormina (non più di 300 barche) riqualificherebbe la frazione marinara e servirebbe alla creazione di un notevole numero di posti di lavoro: soluzione che darebbe un forte slancio non solo all’economia cittadina ma anche all’immagine di Taormina”. A questa soluzione si sono dichiarati favorevoli anche esponenti politici e partiti (riferimento, soprattutto, a Rifondazione Comunista, attualmente in maggioranza insieme a gruppi di centrodestra) che nel recente passato si erano opposti alla localizzazione a Villagonia di un porto turistico. La soluzione Taormina, comunque, sarebbe giustificata dal fatto che: “Del porticciolo di Giardini Naxos appare, ancora, una ipotesi irrisolta”.
Ma giovedì il Piano sarà ancora sottoposto a valutazioni. Cosa verrà fuori è difficile prevedere.    

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