Taormina. Infiltrazioni d’acqua nel palazzo Corvaja

Giuseppe Monaco

TAORMINA – Ha provocato non poche polemiche la nota che il consigliere di minoranza, Salvo Cilona (Pdl) ha diramato nei giorni scorsi per denunciare quali sono, a suo parere, le condizioni di Palazzo Corvaya, uno dei monumenti simbolo di Taormina ma anche dell’intera regione visto che è stato sede del primo parlamento della Sicilia. Dovrebbe essere considerato come prezioso riferimento della storia dell’Isola. “Invece – come scrive Cilona – il salone principale del Palazzo è ridotto ad una mini piscina creatasi a causa delle abbondanti infiltrazioni di acqua piovana”. Ma la denuncia non si ferma qui. Dice il rappresentante della Pdl: “L’acqua  e l’umidità hanno compromesso l’Ufficio Informazioni dell’Azienda Soggiorno, la sala di rappresentanza,  conosciuta come sala Sivieri. Nella parte esterna del monumento, inoltre, si notano chiazze di muschio. Ci aspettiamo –conclude- la crescita di alberelli”.
Difficile fare commenti rispetto a queste informazioni che, sino ad ora, non sono state smentite da nessuno. Anzi, in qualche maniera, al Comune sono arrivate conferme, altre segnalazioni sui rischi che corre il grande monumento. A Palazzo dei Giurati, per esempio, ha scritto la direzione dell’AAST i cui uffici si trovano a piano terreno di Palazzo Corvaya. In ogni caso le disastrose condizioni del monumento sono note da  anni. E’ quanto ricorda Cilona nella sua nota. “Nel 2007, la passata amministrazione –scrive- è intervenuta con un provvedimento tampone nelle more del finanziamento per un progetto di ristrutturazione generale che era stato promesso dall’ex governatore della Sicilia, Totò Cuffaro”.
Da allora ad oggi, non è accaduto più nulla. Le condizioni del monumento si sono, certamente, aggravate ed i rischi per la sua stabilità e funzionalità di sono moltiplicati. La Regione, da parte sua, pare non voler tener conto delle osservazioni e degli appelli che portano la firma di amministratori locali, politici nazionali e regionali, studiosi, associazioni, rappresentanti delle categorie produttive. Il Palazzo Corvaja è stato, completamente, dimenticato. Eppure potrebbe essere chiuso, per assenza dei minimi requisiti di sicurezza, o per un qualche più drammatico, clamoroso e catastrofico evento. Fatti che, qualora si verificassero, determinerebbero danni inestimabile al patrimonio artistico siciliano ma anche alla memoria storica della Regione: Palermo, infatti, sembra non tener conto che proprio a Taormina, a Palazzo Corvaya, si è scritta una della pagine storiche più importanti della storia isolana.
Per adesso, la questione viene dibattuta in sede locale. Salvo Cilona e l’intera opposizione consiliare, aspettano risposte da parte dell’amministrazione comunale. Risposte che, certamente, non possono arrivare visto che le casse di Palazzo dei Giurati non permettono interventi dell’importanza e del costo della ristrutturazione del monumento. Intanto, però, la nota dell’ex assessore al Turismo pare aver provocato solo delle frizioni di natura politica. Poca cosa, anzi risultati sconcertanti. Le “piscine” di Palazzo Corvaya dovrebbero, invece, provocare una vera, seria presa di posizione dell’intero universo politico e produttivo di Taormina. Il grande monumento non si può, infatti, riportare in sicurezza ed al suo antico splendore con le polemiche di bassa levatura.  Ci vogliono, invece, iniziative di qualità, di spessore politico tale da poter interessare l’intera città, se non tutto il comprensorio, le rappresentanze economiche, il mondo culturale e scientifico. Altro che beghe si paese o cose del genere. Non si può fare politica, campagna elettorale,  parlando, anzi “sparlando” di Palazzo Corvaya e delle sue condizioni. In ballo c’è, ma in troppi sembrano averlo dimenticato, un pezzo di storia della Sicilia.  “Ma se l’amministrazione comunale –dice Cilona- ha notizie diverse, se sa di un qualche imminente intervento della Regione, bene farebbe ad informare immediatamente la città, il Consiglio comunale, l’intero mondo culturale nazionale”.

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