Sull’analisi del vescovo intervengono Cisl e Pd

MESSINA –  “Messina è una città controllata e non governata”. La Cisl sostiene questa tesi da anni. Una città che muove il suo asse nel controllo dei bisogni dei cittadini, comprimendoli o risolvendoli a seconda degli interessi, delle appartenenze o delle vicinanze”. Il segretario provinciale della Cisl di Messina, Tonino Genovese, commenta così l’intervento dell’arcivescovo di Messina, Calogero La Piana, dalle colonne de La Gazzetta del Sud.
“Sfruttamento e degrado – continua Genovese – possono essere disgrazie o scelte di azione. Finalmente il Arcivescovo di questa città, con poche lucide riflessioni, ha dipinto un quadro d’insieme, ma ha, al tempo stesso, offerto una via d’uscita. Come recuperare, quindi, la depressione sociale, il diritto alla casa, alla salute, al lavoro, il sostegno alle famiglie? Come superare il sistema clientelare che permea ogni cosa anche la più piccola ed è diventato un modo di essere? Oltre che condividere le analisi dell’Arcivescovo, sta a noi dimostrare di saper percorrere la strada indicata. La conoscenza porta alla riorganizzazione e c’è un tempo per pensare, per progettare e uno per decidere. E c’è un tempo per assumersi le responsabilità. E’ come se si avesse paura di fare. Mi riferisco in particolare – spiega il segretario della Cisl – al fare per il bene comune, perché sul fare per interessi privati non si pensa, si OPERA, a discapito del bene comune e degli interessi della comunità”.
L’invito della Cisl è quindi quello di guardare al bene comune della città. “Definiamo, con responsabilità condivisa, alcuni asset su cui immaginiamo lo sviluppo di questo territorio e concorriamo tutti a realizzarli. Intanto, però, ripartiamo dal basso, dalla formazione, morale, civile, e dai saperi, dalla rivendicazione dei nostri diritti ma anche e soprattutto dall’esercizio dei nostri doveri che sono sempre diritti altrui. Ripartiamo – continua Genovese – dal rispetto dell’altro, della cosa pubblica e dalla valorizzazione dei diritti civici. Affrontiamo insieme i percorsi virtuosi. Non è più il tempo delle divisioni e delle contrapposizioni, soprattutto se esse sono strumentali o utili per garantirsi visibilità e consenso. E’ il tempo di unire il sociale, la politica, l’economia e i saperi. Per questo l’appello dell’arcivescovo va raccolto. La sua autorità morale può aiutare questa comunità a ritrovarsi. Ci permettiamo l’ardire, anche intorno alla sua figura che rappresenta un punto di riferimento importante per i cittadini. La Cisl è pronta a raccogliere la sfida per un interesse supremo che è il futuro di una comunità. Il nostro futuro”.

Sull’argomento è intervenuto anche il segretario messinese del Pd Giuseppe Grioli con un documento che pubblichiamo integralmente: “Nel rivolgere sentiti auguri all’arcivescovo, mons.Calogero La Piana per i suoi due anni di episcopato a Messina, desidero esprimere piena condivisione sulla lucida analisi della nostra città. L’alta autorità morale  rappresentata dall’Arcivescovo di Messina è per questa città punto di riferimento per i cattolici ma anche per i non credenti. Contro l’ipocrisia imperante, contro la cappa massonica che ammanta la nostra realtà sociale, contro l’assenza di senso civico ed orgoglio sociale, c’è ancora oggi credo la tenacia di donne e uomini che in silenzio ogni giorno fanno la loro parte per costruire un futuro per nostra terra. Donne e uomini che attraverso il volontariato, l’Associazionismo, le parrocchie non hanno perso la speranza e operano proiettati esclusivamente verso il bene comune. Oggi i partiti non riescono più a formare le classi dirigenti, non riescono più a promuovere la sacralità delle istituzioni verso cui i rappresentanti dei cittadini devono sentire il più alto senso di responsabilità. Oggi c’è bisogno di un profondo rinnovamento della politica, che non si intende solo rinnovamento generazionale, ma soprattutto rinnovamento del modus operandi e dei valori cui essa si ispira. Noi abbiamo immaginato di puntare di più sulla formazione politica e questo sarà certamente uno stimolo in più a lavorare in questa direzione. La società messinese così come rilevato da sua eccellenza è apatica e rassegnata al sistema di potere che controlla l’economia e frena lo sviluppo e la crescita della comunità. La nostra città ha bisogno di trasparenza, di vivacità, ha bisogno di liberare le sue energie che ci sono e sono tante. Chi come me è nato e cresciuto in un villaggio della periferia sud di Messina sa quanto è vero che la Parrocchia molto spesso risulta l’unico presidio sul territorio assumendosi oneri sociali che vanno oltre la sua funzione di guida morale della comunità. Mi riferisco agli oratori, all’assistenza alle famiglie  povere attraverso la Caritas, alla preziosa opera rivolta ai giovani che vivono spesso territori ove le Istituzioni sono sostituite da gruppi criminali e Boss locali. La Gazzetta il 29 Dicembre ha pubblicato uno speciale dedicato alla rinascita di Messina a cento anni dal terremoto, rappresentando plasticamente i ritardi di Messina rispetto alla dirimpettaia Reggio Calabria. Ebbene oggi bisogna  avere uno scatto di orgoglio. Credo che oltre alle opere previste nell’ordinanza che affidava i poteri speciali al Prefetto prima ed al sindaco oggi, quindi il primo lotto della strada del mare, il completamento degli svincoli di Giostra e Annunziata, l’ampliamento dell’ approdo di Tremestieri, ed alla necessaria riqualificazione della Zona Falcata, oggi ci sia bisogno di un opera simbolica che trasmetta un senso di riscatto alla nostra città. E se poi questa opera simbolica fosse ideata e progettata dal basso attraverso iniziative spontanee e popolari questo sarebbe veramente rivoluzionario. Mi riferisco a qualcosa che già sta avvenendo e riguarda la ex Sanderson. Ritengo che quello che oggi risulta un relitto industriale dismesso, che rappresenta il passato produttivo e fiorente di Messina, possa essere trasformato nello spazio creativo e produttivo che si proietta verso il futuro. Quello che in molte città d’Italia e d’Europa è stato sperimentato e denominato “riconversione creativa”. Vaste aree industriali trasformate in luoghi della Cultura, della produzione artistica, dello sviluppo delle energie rinnovabili, luoghi di crescita comunitari ove i cittadini si riappropriano della loro città. Questo progetto è frutto del sogno di tanti giovani messinesi alcuni dei quali vivono anche all’estero e si incontrano ogni giorno in un gruppo di Facebook denominato Creativity Platform. Una proposta nata in un dibattito sulla stampa cittadina promossa dallo scrivente e raccolta da uno studente messinese all’Università di Viterbo che l’ha trasformata in progetto concreto condiviso da docenti che già hanno sperimentato le potenzialità anche occupazionali di tali progetti a Torino, Palermo ed altre realtà d’Europa. Qualche settimana fa questo gruppo si è incontrato nella nostra città approfittando delle feste natalizie momento in cui tutti i messinesi che studiano e lavorano fuori città ritornano nella loro terra. Questo gruppo ha rappresentato questo progetto anche a tecnici e dirigenti del Comune. Ho voluto segnalare questa realtà perché mi è sembrata affine a quell’atto simbolico invocato dall’arcivescovo di Messina. Questo è un esempio di come Messina ha tante potenzialità, tanti cervelli che anche se costretti a lasciare la Sicilia hanno sempre il desiderio di immaginare un futuro per la nostra città. Da subito si dia un segnale e si promuova una conferenza dei servizi tra Comune, provincia, Ente di Sviluppo Agricolo (proprietario) e Regione Siciliana e sposare questo progetto che rappresenta l’evoluzione in chiave moderna dell’idea di fiera che il Prg ha previsto per quell’area.  Noi che facciamo politica e siamo rappresentanti nelle istituzioni dovremmo alzare lo sguardo dal piccolo quotidiano e cominciare a lavorare per il futuro. Auguro buon lavoro a Mons. La Piana e spero che tutte le forze politiche a partire da quella che ho l’onore di rappresentare possano cogliere il monito dell’Arcivescovo nella prospettiva della rinascita di Messina”.

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