Mandanici, la “cacciata” dei monaci greco-ortodossi

MANDANICI – Il comune di Mandanici, centro collinare del versante ionico della provincia di Messina, torna a rivendicare la gestione del monastero basiliano greco-ortodosso “S. Maria Annunziata”. Il primo cittadino, Matteo Scoglio, ha annunciato che “la pubblica amministrazione intende riappropriarsi dello storico e sacro edificio per farlo tornare a vivere, attraverso una serie di iniziative. D’altronde – ha aggiungo il sindaco – lo affidammo ai monaci ortodossi proprio con questi obiettivi. Ma non è più così”. Il monastero fu consegnato ufficialmente ai monaci nel novembre del 2005. “Doveva essere un luogo pulsante per la nostra comunità – evidenzia il sindaco – un punto di riferimento dei pellegrini greco-ortodossi della Sicilia, una fucina di scambi culturali. All’inizio lo è stato. Ma adesso le cose sembrano cambiate”. Matteo Scoglio fa un esempio concreto: “Nei giorni scorsi è stato celebrato il Natale ortodosso ma il monastero è rimasto chiuso. Non vogliamo – ribadisce con decisione – che quel sacro luogo, espressione della nostra storia, rimanga chiuso e per lunghi periodi senza monaci”. Sembra lontano l’entusiasmo di quel primo novembre 2005, quando alla presenza del patriarca metropolita Gennadios furono consegnate le chiavi ai religiosi, quattro monaci, ai quali venne affidato il compito di riempire nuovamente di spiritualità e cultura l’edificio che sorge a valle di Mandanici, in contrada Badia.  Tra gli appuntamenti religiosi che erano stati fissati alla riapertura del monastero, una sacra liturgia domenicale in greco, slavo, rumeno e italiano. “Doveva essere – ripete con insistenza il sindaco di Mandanici – un punto di incontro per i cittadini cristiano-ortodossi dell’intera provincia e non solo”. Il primo cittadino ha annunciato che contatterà “presto i monaci, per capire cosa sta accadendo. Dopodiché – ha proseguito Matte Scoglio – prenderemo la nostra decisione”. 

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