S. Teresa. “Ridateci il nostro campetto di calcio”

S. TERESA – “Per cortesia, ridateci il campetto così com’era: senza cemento, senza spigoli, senza ferro arrugginito”. E’ questo l’appello lanciato agli amministratori dai “ragazzi di Torrevarata” – così si firmano – che attraverso una campagna di volantinaggio per le vie del paese hanno protestato contro il “mostro di cemento” di via S. Giovanni Bosco: una pista di pattinaggio mai completata, abbandonata e pericolosa, fatta realizzare, chissà con quale logica, al posto di un campetto di calcio. L’ennesimo esempio di scelta politica calata dall’alto, senza criterio alcuno, senza comprendere le reali esigenze della gente e del territorio. Una politica che procede a strappi, per tentativi il più delle volte maldestri e inopportuni. A Torrevarata, popoloso quartiere a monte del corso principale di S. Teresa, una volta c’era un campo di calcetto utilizzato da centinaia di giovani, oggi c’è un ammasso di cemento e ferro arrugginito. “Ci fa ribrezzo – scrivono i “ragazzi di Torrevarata” nel volantino – vedere ogni giorno dell’inutile cemento al posto della terra calda del nostro “campetto”, uno dei pochi luoghi della nostra città dove nel verde si poteva giocare a pallone (senza pagare) o fare un giro in bicicletta. Noi – continuano i ragazzi – l’abbiamo fatto per più di dieci anni, anche in estate sotto il sole cocente, o in inverno sotto piogge incessanti. I bambini di adesso invece devono imparare a non annoiarsi al secondo giro e cadere sui pattini senza sbattere la testa sul duro cemento in una delle peggiori piste di pattinaggio (?) mai viste. Perché?” Sì, perché? E’ quello che si chiedono in tanti. “Con la nostra iniziativa – ci spiega uno dei “ragazzi” – denunciamo la costruzione prima e lo stato di abbandono poi, di un’opera che offende ogni cittadino, perché va contro ogni logica. Non accettiamo che per il bisogno politico di pochi si distrugga per sempre il futuro di chi in quel luogo potrebbe trascorrere il proprio tempo libero. Siamo pronti a portare avanti la nostra denuncia con tutti gli strumenti possibili. Vogliamo che questo scempio scompaia al più presto”. Il volantino dei “ragazzi di Torrevarata” si chiude con un appello agli amministratori, quasi un monito: “Un consiglio per la prossima occasione: prima di mobilitarsi con ruspe e cazzuole, chiedetevi se immaginereste mai un luogo del genere per il tempo libero dei vostri figli”.
La “palla” passa ora al sindaco Morabito che ha ereditato l’opera dalla precedenti amministrazioni.

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