Sanità, dal 1. gennaio il registro dei dializzati

PALERMO – Con decreto dell’assessore Massimo Russo è stato istituito il “Registro regionale informatizzato di nefrologia, dialisi e trapianto”: avrà il compito di raccogliere ed elaborare i dati clinici e anagrafici di tutti i soggetti residenti in Sicilia che vengono immessi in un programma di dialisi cronica, che sono in attesa di trapianto o già  sottoposti a trapianto renale.
Dal primo gennaio 2009 i medici responsabili dei Centri autorizzati e/o accreditati ad effettuare prestazioni di dialisi e i medici delle strutture pubbliche di nefrologia, dialisi e trapianto sono tenuti a trasmettere i dati relativi a tutti i soggetti in trattamento dialitico nei propri centri.
Entro 15 giorni dall’immissione di un nuovo paziente in un programma di dialisi cronica il responsabile del centro di nefrologia e dialisi che inizia il trattamento dovrà darne comunicazione alla Ausl di riferimento e al “Registro regionale di dialisi e trapianto”.
Tutte le schede con i dettagli relativi ai trattamenti erogati dovranno essere trasmesse obbligatoriamente ogni sei mesi per l’aggiornamento del Registro.
Per assicurarne l’immediata attivazione, è stato deciso che in via provvisoria il Registro abbia sede nel centro regionale per i trapianti (CRT) il cui direttore, di conseguenza, sarà responsabile della raccolta e della elaborazione dei dati.
Sarà anche istituito un apposito comitato scientifico con il compito di garantire la qualità e la completezza dei dati raccolti e la loro corretta utilizzazione. Il comitato scientifico si riunirà almeno due volte all’anno e sarà composto, oltre che dal responsabile della raccolta dati, da sei esperti: tre nefrologi nominati dall’assessore alla Sanità e tre indicati rispettivamente dal presidente della sezione regionale della Società italiana di Nefrologia (SIN), dall’associazione nazionale emodializzati (ANED) e dall’Associazione dei centri dialisi privati (ADIP).
“Questo provvedimento – ha spiegato l’assessore Russo – ci permette di colmare una grave lacuna visto che attualmente i flussi informativi non sono adeguati ad un efficace monitoraggio dell’attività. Anche in questo settore c’era necessità di fare un pò di ordine e il Registro diventerà un indispensabile strumento per una corretta programmazione e gestione delle risorse finanziarie perché, in base ai dati aggiornati su numero, tipologia e risultati dei trattamenti dialitici eseguiti, potremo conoscere il reale fabbisogno annuale. I dati in nostro possesso ci dicono che ogni anno in Sicilia la dialisi assorbe più dell’1% dell’intero fondo sanitario regionale e questo dato, rapportato alla popolazione residente, risulta nettamente superiore a quello di altre regioni italiane. Sono cifre elevate che ci impongono una seria riflessione”.

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