Napolitano a Messina per inaugurare anno Accademico?

MESSINA / Il Capo dello Stato intervenga all’inaugurazione del prossimo Anno Accademico dell’Università di Messina, al fine di garantire, attraverso la sua figura, il valore dell’istituzione.
Con questo appello si è aperto l’ultimo incontro del primo ciclo delle Conferenze di Ateneo. A lanciarlo, il prof. Dario Latella, in rappresentanza di circa 300 docenti che, da un anno, stanno dando vita all’iniziativa delle Conferenze, nell’ambito del processo di rinnovamento intrapreso dall’Università.
Il sesto appuntamento, sul tema “L’Università di Messina in Antartide: 20 anni di ricerca”, dedicato proprio alla presenza degli studiosi messinesi al Polo Sud, ha confermato lo spessore dell’attività di ricerca che viene svolta dalla comunità accademica peloritana. Vivia Bruni e Letterio Guglielmo, docenti della Facoltà di Scienze mm.ff.nn., Angela Lo Giudice , borsista della medesima Facoltà e Giuseppe Arena, funzionario tecnico, hanno illustrato i risultati del lavoro svolto nell’ambito del Progetto Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), a cui i ricercatori messinesi partecipano da oltre vent’anni, soprattutto nel settore dell’ecologia marina. Contributi assai importanti, che si innestano in un filone di studio di grande attualità, come quello che riguarda il mantenimento dell’equilibrio ecologico del pianeta. Dall’Antartide, infatti, oggi – grazie al trattato firmato a Washington nel 1959, che vieta lo sfruttamento delle risorse – si esporta conoscenza nei più svariati settori: dai fenomeni atmosferici al magnetismo, dall’evoluzione della crosta terrestre ai cambiamenti climatici, dalla biologia ed ecologia marina all’adattamento umano.
Le scoperte degli studiosi dell’Università di Messina stanno fornendo un valido apporto specialmente per ciò che concerne il ruolo inaspettato svolto dall’ecosistema mare-ghiaccio marino e la sua influenza sui cicli vitali degli organismi che lo abitano. Di grande rilevanza, inoltre, gli studi riguardanti il potenziale biotecnologico dei microrganismi antartici, che potrebbero rappresentare una fonte innovativa di biomolecole utili per l’uomo da sfruttare nei campi medico, cosmetico ed alimentare.
Ma, dalla Conferenza è emerso anche un grido d’allarme, lanciato da Giancarlo Spezie (coordinatore nazionale del settore “Oceanografia ed Ecologia Marina” del PNRA) ed Enrica Battifoglia (giornalista scientifico dell’Ansa). I tagli imposti al PNRA dal Governo rischiano di vanificare gli sforzi finora compiuti, grazie ai quali la base italiana e l’attività dei nostri ricercatori erano divenuti un punto di riferimento costante per tutta la comunità scientifica internazionale.

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