S. Teresa. Termosifoni spenti all’Elementare, è protesta

S. TERESA – Gli alunni della scuola elementare sono costretti a fare lezione al freddo a causa della mancata attivazione dell’impianto di riscaldamento. La denuncia è di un genitore che ha inviato una lettera al sindaco, all’assessore alla cultura e al dirigente scolastico. La riportiamo integralmente:

Da un paio di giorni gli impegni lavorativi hanno consentito allo scrivente di poter accompagnare il proprio figlio al plesso scolastico delle Elementari-centro di Santa Teresa di Riva dove frequenta la 1° classe sez B.
Si è quindi potuto constatare che l’impianto di riscaldamento non è stato ancora acceso nonostante il freddo pungente degli ultimi giorni. E’ gravissimo che, le competenti funzioni istituzionalmente previste, costringano dei bambini a  studiare in locali freddi e poco accoglienti con il serio rischio di ripercussioni per la propria salute. Si fa presente che  nel medesimo plesso sono allocate anche delle sezioni di scuola dell’infanzia .
Stare  per tre giorni alla settimana (Lunedì-Martedì e Giovedì) dalle 08,30 alle 16,30 al freddo, in stanze  che assomigliano a celle frigorifere a causa anche di infissi piuttosto provvisori,o scendere al piano terra, dov’è servita la mensa, mette seriamente in pericolo i nostri figli.
Che senso ha l’impegno delle famiglie nel duro lavoro di contribuire alla formazione dei cittadini del domani, se poi gli organi più direttamente interessati a tale delicato compito, in primo luogo le scuole, non sono messi nelle condizioni di garantire le più elementari norme del vivere insieme a cominciare dal sacrosanto diritto di studiare al caldo? Perché dobbiamo fronteggiare un imponente carico fiscale se poi sono questi i  servizi che lo Stato e la Regione ci offrono?
Chi scrive si augura che al più presto il problema possa essere risolto nell’interesse  non solo dei bambini,  ma anche del corpo insegnante e del personale ATA che prestano il loro servizio nell’immobile storico delle scuole di Santa Teresa di Riva e che sicuramente non meritano questo trattamento.
Carmelo Stancampiano

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