Truffa alla Sanità, arresti eccellenti anche a Messina

MESSINA – Ci sono anche professionisti messinesi, finiti in carcere, nell’inchiesta per la truffa di 10 milioni di euro ai danni del Servizio sanitario nazionale, gestita, come emerso dalle indagini condotte del Nas di Roma, da imprenditori sanitari, medici, farmacisti e informatori scientifici, che operavano a  Roma, nel Lazio, in Campania, Abruzzo, Sicilia e Sardegna. Gli informatori scientifici corrompevano i medici per ottenere prescrizioni di farmaci a totale carico del servizio sanitario nazionale. Le ricette venivano intestate a ignari pazienti o non affetti da patologie che ncecessitavano dell’utilizzo dei farmaci prescritti. Dopo l’acquisto in farmacie compiacenti gli informatori scientifici gettavano i medicinali nei cassonetti. Il guadagno per l’organizzazione avveniva infatti dalla vertiginosa vendita dei medicinali. Stando alle indagini dei Nas, per corrompere farmacisti e medici, i truffatori offrivano pure le prestazioni sessuali di una decina di prostitute, tra cui c’erano studentesse universitarie e soubrette di televisioni locali. In galera sono finite 43  persone tra le quali figurano due farmacisti, due medici di base e un informatore scientifico di Messina.

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