Contrattisti, vertice a Palermo con l’assessore Incardona

Il Coordinamento regionale contrattisti ha incontrato l’assessore al Lavoro, Carmelo Incardina, nell’intento di definire i percorsi che condurranno la categoria dei lavoratori ex art. 23 alla stabilizzazione definitiva. Ciò anche alla luce degli emendamenti presentati nei giorni scorsi dal Governo che tracciano alcuni interventi per i quali si auspica un adeguato finanziamento. Il Coordinamento ha espresso “soddisfazione per la norma approvata dalla Commissione Lavoro che, oltre ad assicurare la continuità lavorativa, consente – nel rispetto della normativa statale vigente – anche a diplomati e laureati la conversione a tempo indeterminato dei loro rapporti di lavoro senza perdere il contributo economico regionale”. Nello specifico è stato concertato e già approvato in Commissione Lavoro e il rifinanziamento dei contratti, superando il  “decreto Brunetta”, che rischiava di mandare a casa tutti i precari; l’accesso per gli Enti al contributo per la stabilizzazione anche per le fasce “C” e “D” (diplomati e laureati). Inoltre, è allo studio una norma che conceda una premialità a tutti quegli Enti virtuosi che trasformino a tempo indeterminato i rapporti di lavoro. Desta preoccupazione un emendamento che, nel consentire agli Enti l’individuazione di mansioni diverse a quelle di utilizzo del personale precario, potrebbe ingenerare clientele sotto le mentite spoglie della acclamata  meritocrazia.
 Il Coordinamento regionale contrattisti e l’Assessore hanno convenuto l’istituzione di un tavolo tecnico permanente che  si occuperà di concertare i provvedimenti sull’occupazione, per promuovere una legge di settore che programmi la definizione del precariato siciliano.
Il percorso intrapreso mesi orsono – dice il Coordinamento dei Contrattisti – dimostra che la concertazione ha prodotto e può continuare a produrre risultati significativi, senza interrompere le relazioni istituzionali, ma nel rispetto del dialogo tra le parti e senza accenti e protagonismi che rischiano solo di fomentare tensioni sociali costruite sulla disinformazione.

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