Taormina. Associazione a delinquere e spaccio: 7 arresti

TAORMINA – I carabinieri della Compagnia di Taormina e del Comando provinciale di Messina, in collaborazione con i militari dell’Arma di Catania, hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare, di cui 6 in carcere ed una agli arresti domiciliari, emesse dal Gip del Tribunale di Messina, per “associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio”. I sette presunti spacciatori avrebbero operato nel Comune di Francavilla di Sicilia e nelle zone limitrofe. A finire con le maette ai polsi Antonio Orlando Vecchio, 24 anni, di Taormina, Filippo Pino, 25 anni, di Taormina, Massimo Orlando, 37 anni, di Novara di Sicilia, Francesco Guardione, 34 anni di Francavilla di Sicilia,, Simone Lo Presti, 22 anni, di Taormina, Antonino Spinelli, 21 anni, Francavilla di Sicilia. A Nicola Silvestro, 36 anni, di Taormina, sono stati concessi i domiciliari. Nell’ambito delle indagini sono coinvolti anche altri minori, che avrebbero svolto il ruolo di pusher.
L’attività investigativa è stata avviata nel novembre del 2006, quando i carabinieri della Compagnia di Taormina hanno registrato, in quell’area, un incremento dei reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti con un inevitabile, ma al tempo stesso allarmante, incremento dei giovani segnalati alla Prefettura competente quali assuntori di droga.  
Con tali premesse, l’Arma di Taormina trasmetteva, già a fine novembre 2006, una prima informativa all’autorità giudiziaria messinese, a seguito della quale venivano avviate mirate indagini nei confronti di alcuni degli arrestati di oggi.
Durante la fase delle investigazioni sarebbero emersi, secondo i carabinieri, elementi di prova a carico degli arrestati tali da far ritenere l’esistenza di una piccola, ma agguerrita, associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti leggere, la quale si riforniva della sostanza stupefacente nei comuni di Giarre e Catania.
A conclusione di tale attività, protrattasi sino al marzo del 2007, i militari inviavano una dettagliata informativa al Pm della Procura Distrettuale Antimafia di Messina, il quale, concordandone gli esiti, richiedeva ed otteneva dal Gip i provvedimenti restrittivi eseguiti oggi.

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