S. Teresa. Desirée è tornata dagli Usa, condizioni buone

di Carmelo Caspanello
SANTA TERESA DI RIVA – Non hanno ancora smaltito il fuso orario, ma sprizzano gioia da tutti i pori mamma Rossella e nonna Pina. Sono da poco tornate dalla Florida, dove hanno accompagnato la piccola Desirée, per sottoporla alla «terapia della speranza» con la tecnica dell’ossigeno iperbarico, in una clinica specializzata. 
La bambina, di 5 anni, è affetta da encefalopatia per nascita prematura e ha bisogno di costose cure per potere parlare e camminare. «I segnali – sostiene nonna Pina – ci sono: innanzitutto la piccola ha dimezzato i farmaci antiepilettici. Adesso gira il collo, ci segue con lo sguardo, respira meglio e riesce a stare in un girello».
La signora Pina non sta nella pelle. E con lei mamma Rossella: «Tanti progressi – evidenzia – sono ben visibili. Adesso mia figlia riesce a deglutire e anche a mangiare la pizza. Le gambe che erano atrofizzate hanno preso forma. Quando siamo partiti Desirée stava solo in braccio. Per noi è un sogno».
Pina, Rossella e Desirée sono rimaste in Florida 6 mesi. Per due è rimasto anche il papà. Eravamo partiti per soli 3 mesi «ma considerati i progressi – sottolineano mamma e nonna – abbiamo chiesto alle autorità americane una proroga per il soggiorno nostro e della piccola. Proroga che in via eccezionale c’è stata concessa».
Per consentire alla bimba di volare in America hanno contribuito in tanti, cittadini, associazioni, parrocchie e scuole di tutta la provincia di Messina. Per il primo ciclo di cure (in day hospital), sen­za tenere conto della proroga, erano necessari 69.680 dollari, più le somme per vitto e alloggio della piccola e dei familiari.
A S. Teresa è nato anche un Comitato, presieduto dal sindaco Alberto Morabito e dal parroco della chiesa di Porto Salvo, Roberto Romeo.
«E’ proprio al Comitato – spiega nonna Pina – che rendiconteremo centesimo per centesimo di quanto abbiamo speso, consegnando le fatture timbrate dal Consolato. Desirée ha bisogno di altre cure e forse dopo 3 anni di terapia potrebbe anche camminare».

 

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