Crisi del turismo, gli operatori: “Il Governo intervenga”

TAORMINA – I segni della crisi che pesa sul mercato turistico nazionale diventano, ogni giorno, più evidenti. Lo dimostrano le recentissime affermazioni della FIAVET, la federazione delle agenzie di viaggio che denunciano cali e difficoltà sul piano legislativo. “E’ ora che il Governo intervenga. Ci siamo stancati dei proclami sulle cose che si debbono fare. Aspettiamo decisioni coraggiose e atti concreti. In ogni caso la Fiavet non rinuncia a quella che deve essere la vertenza turismo nel nostro paese per trovare le soluzioni più opportune alla nostra crisi”.        
Con quest’esortazione il Presidente della Fiavet, Giuseppe Cassarà, ha concluso i lavori del Convegno “Prospettive economiche e di sviluppo per le Agenzie di Viaggio in Italia”, organizzato dalla Federazione a bordo della Costa Serena.
Da un’indagine condotta dall’Unità Nazionale di Ricerca e Promozione per il Turismo (UNaRT), in collaborazione con l’Ufficio Studi della Fiavet, è emerso che l’attuale situazione delle Agenzie di Viaggio in Italia non è delle più rosee. Chiusa la stagione estiva con perdite piuttosto rilevanti, quella invernale 2008/2009 sembra aprirsi all’insegna del pessimismo più nero. Solo il 3% degli intervistati, infatti, ritiene che la domanda turistica possa ritornare a crescere. Le motivazioni, prima ancora della concorrenza di Internet e della propensione ad organizzarsi da sé il proprio viaggio, è la crisi economica e la contrazione dei consumi a preoccupare maggiormente gli agenti di viaggio.
Lo studio ha rilevato che l’intermediazione turistica riesce ancora a generare utili, che però continuano a ridursi in maniera davvero preoccupante. La “torta turistica” italiana è stata valutata in 45 miliardi di euro. E’ questo l’ammontare dei consumi turistici delle famiglie. Ma le  circa 9.500 agenzie di viaggio che operano in Italia denunciano utili, nel complesso, risibili e che non sono nemmeno omogenei su tutto il territorio nazionale. Le agenzie di viaggio con i migliori guadagni si trovano nel nord-est, dove la domanda è rilevante e la rete distributiva non ancora capillare come in altre località italiane. Di contro le agenzie che soffrono di più questo stato di cose sono quelle del centro, dove il mercato non è particolarmente elevato e la rete piuttosto estesa.
Secondo Cassarà è necessario, quindi, che le Agenzie di Viaggio debbano crescere, tutte insieme. Sulle strategie da adottare, durante i lavori, sono state sostanzialmente due le ipotesi più accreditate: crescere in dimensioni per abbattere i costi di alcuni servizi, oltre che ottenere migliori condizioni di acquisto, oppure entrare a far parte di associazioni o consorzi. Una soluzione, quest’ultima,  che sembra essere la novità più rilevante dato che il 50% circa delle nuove aperture sono state realizzate in forma associata (principalmente in franchising).
“Sui possibili rimedi -ha rilevato Paolo Bertozzi, curatore della ricerca promossa dalla FIAVET la maggior parte degli intervistati (circa il 57% con punte del 63%) ritiene che, per sopravvivere, le agenzie di viaggio dovranno puntare sulla qualità dei servizi, sulla capacità di adeguare il proprio assortimento e vendere “viaggi su misura” (15%), puntare sulla politica dei prezzi (12%), sulla fidelizzazione (8%) e, infine, nella comunicazione e nel marketing”.
 “Sugli squilibri a livello territoriale -ha detto ancora Cassarà, e sulle altre aree di criticità- da tempo la Federazione ha rappresentato alle istituzioni competenti le possibili strategie da adottare e suggerito rimedi come, ad esempio, le procedure per la destagionalizzazione dei flussi turistici e incentivi all’internazionalizzazione delle imprese sui mercati esteri. O come quelli relativi alla detraibilità dell’IVA per le prestazioni alberghiere e di ristorazione dalla quale restano esclusi i clienti delle agenzie di viaggio. Vicenda che, com’è noto, ha registrato un parere negativo da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Su questo e sugli altri punti chiediamo al Governo di trovare una soluzione interpretativa nelle more della riapertura del negoziato per la modifica della direttiva europea sull’IVA. Credo che le soluzioni ci siano, basta attuarle.

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