Sicilia. Sanità, Buzzanca: “No a tagli indiscriminati”

MESSINA – “E’ penalizzante l’intento dell’assessore regionale alla sanità, on. Massimo Russo, di ridurre, in maniera indiscriminata, di 5700 la disponibilità di posti letto a fronte di un precedente piano di rientro, che prevedeva tagli per 2700 unità”. Lo sostiene il sindaco di Messina, on. Giuseppe Buzzanca, che così ha commentato le indicazioni destinate alle strutture del territorio per evitare i ricoveri impropri, attraverso la riduzione drastica dei posti letto. “La Giunta regionale – ha aggiunto il sindaco di Messina – non può ridisegnare la qualità del servizio sanitario con la riduzione in Sicilia di quasi 6 mila posti e la riconversione di circa 3 mila posti per lungodegenza e riabilitazione. Il riordino della rete territoriale non potrà così assicurare servizi efficaci, distribuiti sul territorio e rispondenti alla continuità assistenziale e soprattutto confacenti agli standard di qualità che hanno sempre caratterizzato poli di eccellenza come, a Messina, è quello ortopedico, oncologico o chirurgico. Tra l’altro – aggiunge l’on. Buzzanca, la decisione potrebbe determinare la fine del rapporto centripeto che la sanità siciliana e messinese in particolare, determina sui pazienti della Calabria. La posizione del sindaco di Messina – ha sottolineato l’on. Buzzanca – è condivisa dagli altri sindaci dei capoluoghi dell’Isola che, come Autorità sanitaria locale, hanno manifestato all’unisono perplessità per l’applicazione del piano di rientro sanitario, che anche l’audizione dei direttori generali delle Ausl siciliane in Commissione Sanità all’Ars, ha confermato. Non si può prescindere – ha detto Buzzanca – dal binomio qualità-efficenza per confermare standard di prestazioni, altrimenti l’iniziativa assume i connotati di una semplice e mera operazione di comunicazione con l’inevitabile conseguenza dell’aumento dei costi e dei disagi per i più deboli. Atteso poi che, come accade per tutte le attività del libero mercato, anche per la salute pubblica, vi è scoramento che innesca mancanza di fiducia, si determina l’esodo dalle realtà assistenziali dell’Isola. Si abbia quindi il coraggio di fare riferimento, anche per la sanità, a servizi che introducano il concetto del merito e non mettano all’angolo il tema della centralità del personale. Se la media nazionale è di 3,5 posti letto per mille abitanti, anche la Sicilia, e Messina in particolare, richiedono il mantenimento di tale parametro, evitando così, nella logica semplicistica di contenere la spesa, di diffondere il timore, attraverso i mezzi di informazioni o anche con proclami, di sminuire l’efficenza delle strutture, attribuendole la non idoneità a dare risposte alle malattie ed alle patologie più ricorrenti nei nostri territori, con un sistema inadeguato. Come nelle scorse settimane – ha concluso il sindaco Buzzanca – si è posto l’accento sulla opportunità che quando non si può usufruire delle prestazioni del medico di famiglia, alla sera, la notte, o nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica viene e deve essere garantita dai medici della Guardia medica, che si trovano dislocati su tutto il territorio, e non si può prevedere di tagliare in maniera indiscriminata i posti letto, in realtà nelle quali andrebbero mantenuti se non addirittura potenziati, per garantire il livello di qualità dell’assistenza sanitaria di strutture di eccellenza e non. Si faccia quindi – propone l’on. Buzzanca – un tavolo con i sindaci dei comuni capoluogo e con i presidenti delle province per indicare un percorso che, nel rispetto della necessità di riduzione delle spese, definisca un piano più adeguato ai bisogni della Sicilia.”

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