Arte, a Taormina “I Maestri italiani del Novecento”

Giuseppe Monaco

TAORMINA – Sarà presentato entro fine anno quello che può già essere considerato l’evento culturale del 2009. Il Comune, in collaborazione con l’Archivio Cagli di Roma, sta, infatti, preparando una grande mostra d’arte che porterà a Taormina 120 opere di quelli che vengono indicati come i “Maestri italiani del ‘900”. Le opere saranno esposte nell’ex chiesa del Carmine.  I particolari dell’esposizione non sono stati, ancora, definiti anche perché è in corso di definizione il piano tecnico necessario per rendere possibile una manifestazione del genere. Le difficoltà da superare non sono poche: si tratta di pensare alla sicurezza, al trasporto delle opere, alla stampa del catalogo ed all’organizzazione del servizio d’accoglienza. Tutti problemi che Taormina è abituata ad affrontare ma che nel caso assumono aspetti e livelli del tutto particolari.
Sino a questo momento si sa che la mostra resterà aperta da maggio a settembre. Saranno esposti, sicuramente, opere di Cagli, Guttuso, De Chirico, Sironi, Matta e Balla. A quelle di questi artisti si aggiungeranno opere di altri “maestri” che hanno fatto la storia dell’arte italiana nel secolo scorso.
Lo scopo dell’iniziativa è quello di offrire ai visitatori un’occasione straordinaria per cogliere l’originalità e la qualità del contributo degli artisti italiani alla grande avventura dell’arte occidentale del secolo da poco concluso. A Taormina, in un’unica mostra, sarà possibile ammirare opere legate all’ingegno innovativo di Balla e Boccioni, autori che hanno aperto la strada alle avanguardie italiane. Di rilievo le osservazioni che si potranno ricavare dalla “lettura” di opere del movimento della Metafisica che sarà rappresentato dalle opere di De Chirico e Carrà.
Secondo quanto si sa sino ad ora, nella chiesa del Carmine sarà possibile effettuare un confronto gli eventi storici dell’epoca, in particolare con l’ascesa ed il declino del fascismo che molto ha influito sui percorsi formali, tematici ed ideologici di quanti hanno usato l’arte come arma culturale per contrastare oppure propagandare il regime. E’ il caso, ad esempio, di Mario Sironi, artista che scelse di interpretare il trionfalismo del fascismo attraverso robuste figure dalla spiccata componente plastica per passare ad una visione eroicamente tragica della realtà. Una parte della mostra, infine, sarà dedicata alla “Scuola romana”, della quale fecero parte artisti quali Guttuso, Mafai, Scipione e Cagli, tutti interpreti dei segni di crisi e turbamento che accompagnarono l’Italia negli anni trenta e nella delicata fase del dopo guerra.
In attesa di conoscere le indicazioni di Taormina Arte, quella dedicata ai “Maestri italiani” deve considerarsi un evento capace di richiamare l’attenzione di quanti amano l’arte ma anche di quanti programmano le loro vacanze in base alle “offerte” culturali proposte dalle località turistiche più attrezzate e sensibili. Tra queste c’è Taormina la cui amministrazione comunale, proprio in queste settimane, sta predisponendo la richiesta per essere riconosciuta oltre che città turistica, città d’arte.
La pratica dovrà essere ultimata con l’approvazione da parte del Consiglio comunale. L’iter dovrà essere completato entro il 31 dicembre di quest’anno.

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