Taormina-Università di Messina, sì alla convenzione

TAORMINA – In una qualche maniera si sono riannodate le fila per la stipula di una convenzione tra l’Università di Messina ed il Comune di Taormina. Non si tratta, ancora, di interventi che possano far considerare imminente il trasferimento nei locali della Scuola Convitto Albergo di contrada S. Antonio di una facoltà universitaria o la creazione, a Taormina, di corsi di laurea, master o attività simili su materie che hanno a che vedere con il turismo, l’economia e l’alimentazione in chiave prettamente turistica. Per adesso Palazzo dei Giurati ed UniMe si sono riavvicinando grazie ad un progetto del quale l’ateneo peloritano è capofila. “Si tratta di reclutare –spiega il vice sindaco e delegato ai rapporti con le Università, Giuseppe Calabrò- 60 giovani taorminesi tra i 18 ed i 28 anni per impegnarli in servizi civili. Il coordinamento sarà affidato al Comune che –spiega- potrà così potenziare alcune aree della sua burocrazia. E’ importante, adesso, studiare con attenzione i rami sui quali puntare. Al momento, penso all’accompagnamento di turisti disabili, alla cura e gestione dei palazzi storici comunali. Ma questi sono solo degli esempi. Chiaro che bisogna definire un progetto che tenga conto della realtà di Taormina, della sua economia, del suo patrimonio storico artistico, della conformazione del suo territorio. Su questi fatti si sta studiando qui ed a Messina”.
I giovani reclutati, grazie ad un progetto regionale, percepiranno un mensile di poco più di 400 euro. La loro attività, però, sarà riconosciuta come credito formativo per quanti frequentano l’università e, in più, sarà considerata come titolo a tutti gli effetti legali in caso di partecipazione a concorsi o selezioni pubblici.
“Questo è da considerare –aggiunge Calabrò- un primo passo verso la stipula di una vera collaborazione con l’Università di Messina. Per adesso, però, tutto è fermo a quanto fatto dalle passate amministrazioni. Si sta vedendo di riprendere il discorso per accertare cosa, oggi, è possibile fare”.
Certo è che i tempi non sono dei più favorevoli. Sono in corso, proprio in questi giorni, infatti, in sede politica nazionale, confronti serrati che interessano l’attività delle università italiane. Si parla, con sempre maggiore insistenza, di importanti tagli che riguarderebbero anche le sedi staccate, i corsi, i master e così via. Questo vuol dire, forse, che di una cittadella universitaria a Taormina non si potrà parlare a breve scadenza. “In ogni caso –dice il vice sindaco- abbiamo chiesto al rettore Francesco Tomasello di organizzare un incontro tecnico per verificare cosa si può e cosa non si può fare. Stiamo aspettando che ci venga comunicata la data del vertice”.
E’ da considerare tutto fermo, invece, ogni rapporto con l’università di Enna. “Per quanto riguarda la Kore –dice Calabrò- al momento non esiste nulla di più che un semplice contatto. E’ da considerare che, in ogni caso, il comune  di Taormina non può non tenere conto di quanto è stato fatto e di quanto è possibile fare con l’università di Messina. Solo nel caso che questa strada non fosse, per qualche motivo, percorribile potremmo guardare ad offerte diverse come, appunto, che riguarda l’università di Enna”.
Da quanto reso noto dal vice sindaco può emergere una preoccupazione: quella che il grande complesso della Scuola Convitto Albergo continui a restare inutilizzato. Un palazzone senza vita e senza gestione. Uno spreco di dimensioni enormi, sul piano economico e sociale.

Leave a Response