Taormina. I cardiochirurghi festeggiano la piccola Mariya

TAORMINA- All’ospedale San Vincenzo di Taormina funziona un centro di cardiochirurgia pediatrica che può considerarsi l’unico attivo in Sicilia. Quello di Palermo, da diversi mesi, si trova in evidente difficoltà organizzativa. Eppure, la Regione e, di conseguenza, l’ASL n. 5 di Messina, di fronte alle esigenze ed alle necessità del centro, si mostrano, quantomeno, distratti se non assenti. Per certi versi è come se cardiochirurgia pediatrica di Taormina non esistesse. Sono queste le osservazioni emerse nel corso di un incontro che aveva tutto il carattere della festa. La festa dovuta al successo conseguito dall’équipe del San Vincenzo intervenendo sul piccolo cuore di una bimba ucraina arrivata a Taormina grazie ad un progetto internazionale curato da una onlus siciliana, la Licos che gestisce il progetto “Melo”.  “La nostra associazione, tutta siciliana – dice Alessandro Calì, responsabile del progetto – opera in maniera regolare con la Lombardia ed altre regioni del nord. Trova grandissime difficoltà qui, in casa propria.
La bimba, Mariya di otto anni, adesso si è riaffacciata alla vita. E’ tornata  a sorridere, a giocare, grazie ai medici taorminesi. Per la regione, questo tipo d’intervento non doveva, forse, essere fatto. La piccola sarebbe dovuta essere inviata in un qualche ospedale del nord Italia anche se, qui a Taormina, esistono le professionalità e le attrezzature per intervenire. “Il nostro centro – dice il responsabile, dottor Carmelo Mignosa- opera dal 2000, è cresciuto ed è conosciuto al di fuori dalla Sicilia. Ha ottenuto risultati e riconoscimenti in campo internazionale ma non trova attenzione alle sue necessità proprio dalla Regione”. “Tanto per fare un esempio di questi giorni, aggiunge il dottor Innocenzo Bianca: l’ASL non ci fornisce con la dovuta regolarità  tutti gli strumenti per operare. Da più di un mese, per esempio, non disponiamo di particolare cateteri salvavita indispensabili in certe situazioni”. Proprio per mancanza di uno di questi presidi medici, la settimana scorsa, un bambino di Reggio Calabria che doveva essere operato al cuore è stato inviato a Bologna. Questo vuol dire non contribuire a cancellare i viaggi della speranza della gente del sud e far aumentare le spese del servizio sanitario delle regioni meridionali.  “A questo punto – dichiara il dottor Mignosa – è indispensabile che chi ci governa risolva la questione: o mette il San Vincenzo nelle condizioni di continuare in questo settore oppure dica che bisogna chiudere e trasferire altrove il tutto. In queste condizioni – continua – è difficile operare. Tutti sanno che esistono gravi difficoltà economiche ma è vero anche che attualmente lavoriamo con estremo disagio e in stato di precarietà, in spirito di volontariato”. “Ancora un esempio: per una spesa di poco conto, a Taormina – spiega Dario Salvo, dirigente del servizio di anestesia di terapia intensiva – non riusciamo ad avviare un progetto che riguarda per l’uso, nei bambini, di un medicinale che si usa per gli adulti. Non ci vengono fornite le necessarie risorse”.
Gridi d’allarme che sono stati recepiti dall’amministrazione comunale di Taormina. “Come abbiamo sempre fatto –ha annunciato il sindaco, Mauro Passalacqua- Taormina difenderà con tutte le armi possibili l’ospedale nel suo complesso perché lo reputa strategico all’interno di un vasto comprensorio. Ma quanto si verifica in cardiochirurgia pediatrica c’impegna, principalmente, a guardare con tutta l’attenzione necessaria alle eccellenze che al S. Vincenzo esistono. Quella diretta dai dottori Mignosa e Bianca è un esempio lampante. La Regione, proprio nel giorno in cui la piccola Maria è tornata a vivere, deve dire chiaramente se esiste la volontà di far funzionare a Taormina cardiochiurgia pedriatrica come le altre divisioni e reparti che sono diventati punto di riferimento per tutta la Sicilia  e per altre regioni del sud Italia”.  
Intanto oggi la piccola Maria è stata al centro di una festa organizzata per lei dall’amministrazione comunale. La bimba ha ricevuto alcuni regali ed in particolare una bambola consegnatale dal sindaco. Maria era affetta da una grave cardiopatia congenita complessa. Un caso gravissimo da affrontare con tempestività e competenza. La piccola era in pericolo di vita. Non è la prima volta che i cardiochiurghi pediatrici di Taormina intervengono per salvare la vita a bambini in gravi condizioni. Solo pochi giorni fa hanno operato un piccolo rumeno per rimuovere un restringimento del canale atrio-ventricolare.  “Lavori, esperienze, disponibilità che – dice il primo cittadino – potrebbero essere vanificati se la Regione non modificherà il suo modo di intervenire sulle specificità ed eccellenze dell’ospedale di Taormina”.

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