Turisti in… picchiata, Taormina nella norma europea

Giuseppe Monaco

TAORMINA- Canarie – 13,5%, Andalusia -9,00%, Baleari -4,9%, Taormina -8,82. Questo è una sintetica comparazione su quanto è avvenuto, da gennaio a settembre,  in alcune delle più note località turistiche spagnole e a Taormina. Alla vigilia dell’inizio del dibattito in Consiglio comunale sulle difficoltà in cui versa il Turismo a Taormina,  notizie del genere possono servire per tracciare un quadro realistico su quanto avviene nell’area del Mediterraneo.  Si tratta di informazioni che potrebbero entrare nei dossier che amministratori e consiglieri stanno allestendo per prepararsi al dibattito. Appare chiaro, dalla lettura delle notizie pubblicate in questi giorni, che il calo delle presenze a Taormina non può considerarsi un fatto eccezionale. Rientra perfettamente nel quadro europeo. Affrontare la “crisi” a Taormina, pertanto, non è un’operazione facile. Per capirci qualcosa, però, è indispensabile conoscere, sapere, affrontare questioni da proporre alla Provincia regionale di Messina ed alla Regione siciliana. Per gestire l’emergenza, non servono gli spettacoli “di giro”  ma possono risultare utili le manifestazioni che mettono in evidenza le tradizioni e la cultura locali. Potrebbero essere determinanti, invece, particolari eventi da proporre, per esempio, nel corso delle festività natalizie e di inizio anno e poi in primavera ed in estate. Ma Taormina ha le risorse finanziarie per pensare a cose del genere? Tutti sanno che mancano i soldi per iniziative del genere e che la Regione e la Provincia non sembrano intenzionate ad investire su Taormina. Importante, comunque, è aggiornarsi, sapere, conoscere. Queste le ultime notizie che riguardano la Spagna.
Se l’Italia turistica attraversa un brutto momento, non sta meglio uno dei suoi principali competitor internazionali. La Spagna, a causa della crisi economica internazionale, a settembre ha registrato un calo del 5,9% degli arrivi di turisti stranieri, superiore perfino a settembre 2001, dopo gli attacchi terroristici alle torri gemelle di New York. Secondo i dati del ministero del Turismo, da gennaio a settembre gli arrivi sono diminuiti dello 0,9% ma l’elemento più preoccupante è che a soffrire sia stato soprattutto il turismo “sol y playa”, quello balneare, in calo di 1,2 milioni di turisti rispetto all’estate 2007. In caduta libera, in particolare, l’afflusso di turisti da Regno Unito, Germania e Francia, da dove complessivamente proviene il 33% degli stranieri che visitano ogni anno la penisola iberica. Il turismo britannico è diminuito a settembre del 4,8%, sebbene la flessione sia stata inferiore nei primi nove mesi dell’anno, pari all’1,1%; quello tedesco è caduto del 3,6% (ma con un +0,5% da gennaio a settembre); mentre quello francese ha subito un decremento del 17% (-8,5% nei primi nove mesi dell’anno). Solo la Svizzera e gli Stati Uniti hanno aumentato, nel periodo in esame, il numero di visitatori in Spagna. Le destinazioni più colpite dalla diminuzione dei flussi turistici stranieri sono le Canarie (-13,5%), l’Andalusia (-9%), la Comunità Valenziana (-5,1%) e le Baleari (-4,9%). Solo Madrid e Barcellona tengono, con un lieve incremento degli arrivi stranieri. I dati sull’occupazione alberghiera confermano la crisi: solo il 65% dei turisti hanno alloggiato in alberghi a settembre, pari ad un -7,2% rispetto al settembre 2007. Ma continua a diminuire anche il numero di turisti che viaggia in Spagna con pacchetti, caduto dell’11,5% a settembre, rispetto allo stesso mese del 2007.

Leave a Response