S. Teresa. Desirée, un sorriso di speranza dall’America

S. TERESA DI RIVA – Tornano a sorridere e sperare i genitori e i nonni di Desirée, la bimba di quattro anni affetta da encefalopatia per nascita prematura, impossibilitata a camminare e parlare. Dalla Florida, dove la bimba è ricoverata dallo scorso maggio, arrivano notizie confortanti. “I segnali – dice con il cuore pieno di gioia nonno Severino – sono incoraggianti e sembra che le cure stiano funzionando”. Il nonno della bimba sottoposta a terapia con l’ossigeno iperbarico è rimasto a S. Teresa ma è in costante contatto con la figlia Rossella e la moglie Pina, che si è adoperata per raccogliere i fondi necessari per volare in America. Hanno contribuito in tanti, singoli cittadini, associazioni, parrocchie e scuole. Del caso, lo scorso febbraio, si interessò anche la Rai nel corso della trasmissione “La vita in diretta”. Nonno Severino non sta nella pelle: “Non possiamo mollare adesso. Visti i segnali positivi – spiega – è stata chiesta alle autorità americane una proroga per il soggiorno della bambina e dei familiari che l’accompagnano. Proroga che in via del tutto eccezionale è stata concessa. Staranno lì ancora un po’. Per quanto mi riguarda non vedo l’ora di riabbracciare la mia nipotina che adesso riesce a stare da sola in un girello”. La piccola è partita per Gli Stati Uniti lo scorso 30 maggio, dall’aeroporto di Catania, con un volo dell’aeronautica militare. Destinazione, una clinica pediatrica della Florida, “Terapies4Kids”, che lavora con la terapia dell’ossigeno iperbarico. Per il primo ciclo di cure (in day hospital), senza tenere conto della proroga, erano necessari 69.680 dollari, più le somme per vitto e alloggio della piccola e dei familiari. Per la raccolta si sono mobilitate anche le istituzioni dell’intero comprensorio jonico. A S. Teresa di Riva è nato anche un Comitato presieduto dal sindaco, Alberto Morabito e dal parroco della chiesa di Porto Salvo. Una grande gara di solidarietà. “Una gara – dice nonno Severino – che mi auguro ricominci per regalare la vita a questa bimba che quasi sicuramente dovrà tornare in America per nuovi cicli di cure”. La famiglia della piccola Desirée vive di pensione: “Senza l’aiuto della gente – evidenzia il nonno – per noi sarebbe stato impossibile far curare la bimba in Florida”. Le notizie che giungono d’oltreoceano, intanto, hanno riempito di gioia non solo i familiari ma anche quanti hanno contribuito a riaccendere la speranza che quella bimba, il cui sorriso continua ad irradiarsi dalle locandine, non ancora rimosse, affisse nelle vetrine dei negozi cittadini.

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