FURCI SICULO. NO A POLITICA LITIGIOSA, LASCIATE IL PALAZZO

Non andiamo a ripercorrere gli ultimi mesi dell’amministrazione di Furci Siculo del sindaco Bruno Parisi, né quella del suo predecessore Sebastiano Foti,  né tanto meno quella degli ultimi anni. Sarebbe stancante, ripetitivo. Ma quello che ci ‘’offrono’’ gli attuali inquilini del Palazzo, sia maggioranza che minoranza, è politicamente indecoroso, offensivo per l’interso paese, che adesso si trova umiliato da un Governo litigioso e in contrapposizione per fatti che, spesso, nulla hanno a che fare con le funzioni istituzionali. Una litigiosità basata sul niente, ma figlia di vecchi ‘’veleni’’ mai smaltiti. Non si può continuare a calpestare un paese ormai sull’orlo del collasso non solo economico ma anche sotto l’aspetto sociale. Le beghe di Palazzo, infatti, non fanno altro che alimentare altri veleni che vanno a finire nel grogiolo dove si annaspa e ci si abbevera di scorie. Ora basta, è il coro unanime dei ben pensanti. Così non si può andare avanti. Fin troppe, infatti, sono ormai i muri d’argine del buon senso che sono crollati, consentendo l’invasione di quelle scorie di cui dicevamo e che rimangono ‘’mercanzia’’ di prima mano per innescare conflittualità di bassa lega politico-amministrativa.. Non si vede spiraglio di speranza ma solo un solco profondo, una barriera di fuoco i cui movimenti di truppa sono gestiti dal sindaco Parisi, da un lato, e dall’altro dal presidente del consiglio (e della maggioranza consiliare) Sebastiano Foti. Si ‘’gioca’’ nel Palazzo, in un ‘’faccia a faccia’’ cattivo, che porterà allo sfascio. In pratica siamo a una fase di ‘’non ritorno’’. E ciò dovrebbe far riflettere i contendenti in campo ma forse ormai è troppo tardi per rivedere le proprie posizioni. Che fare, ci si chiede? L’unica azione sarebbe quella di lasciare il Palazzo, tornare al giudizio degli elettori per mettere in gioco forze e uomini nuovi per dare stabilità a un Governo che possa dare risposte serie a Furci Siculo, scivolata in una spirale dalla quale è impossibile risalire. Si è toccato il fondo, insomma. Un atto di umiltà sarebbe quello delle dimissioni, immediate, del sindaco Parisi che così rimetterebbe in gioco la politica con la speranza di poter vivere nell’immediato futuro una realtà nuova. Altrimenti non si capisce bene come uscire da una situazione che si è irreversibilmente incancrenita. Riteniamo che sull’intera questione una riflessione va fatta dagli ”inquilini” del Palazzo. Non fosse altro che per un senso di responsabilità nei riguardi del ”popolo furcese”. Riflessione che, ovviamente, non deve tener conto da quale quale parte stiano le ”ragioni”, se così possiamo definirle.

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