Taormina. Federgioco: “No all’apertura di nuovi Casinò”

TAORMINA – Dopo le dichiarazioni di Donato Di Ponziano, neo presidente di Federgioco, l`associazione che raggruppa le quattro case da gioco italiane, si attendono le reazioni dell’Anit (l’associazione che rappresenta le 20 località che da anni si battono per la regolamentazione del gioco d’azzardo e l’apertura di nuove case da gioco) e, per quanto riguarda la Sicilia, dell’amministrazione comunale di Taormina. Per adesso è stato possibile registrare qualche dichiarazione diramata dall’ufficio stampa dell’associazione.
”Abbiamo assunto l’incarico ben consci dell’importanza che riveste in questo momento Federgioco”, ha dichiarato Di Ponziano, per il quale “sarà decisiva la coesione e l’unità d’intenti dei quattro casinò municipali italiani per riuscire ad affrontare le problematiche che promanano sia dall’evoluzione del mondo del gioco sia dall’attuale crisi economica”.
”Stiamo operando in sinergia per fronteggiare l’apertura di nuovi casinò cercando di modificare la normativa all’esame del Parlamento”, ha comunicato ufficialmente Federgiochi che ha, anche, annunciato una conferenza stampa, per dicembre a Roma, nella quale saranno esposte le strategie delle quattro case da gioco nel mutevole scenario economico. Il “cartello” o meglio la lobby dei casino italiani, insomma, si è apertamente schierata contro l’Anit.
Secondo l’ANIT: “Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Federgioco – questa volta per bocca del neo consigliere Dario Biamonti membro del Cda del casinò di Sanremo – si sente in dovere di ammonire che  “l`apertura di nuove case da gioco non è la panacea per risanare le finanze delle amministrazioni comunali” e che “se anche un casinò può rappresentare un plus dal punto di vista turistico, tuttavia pone dei grossi problemi di gestione anche a causa del quadro normativo di riferimento”. Come dire che Sanremo, Venezia, Campione e Saint Vincent sono in grado (per virtù innate) di interpretare e gestire le normative, Taormina e le altre 19 città associate all’ANIT sono incapaci, o peggio”.
Sempre secondo Biamonti: “l`attuale congiuntura che sta attraversando il settore – flessione di tutti i casinò, europei e americani, che soffrono la concorrenza del gioco on line ed elettronico – non sembra costituire il miglior viatico per l`aumento delle strutture. Il riferimento è, forse, ai mini casinò di cui tanto si parla in questi giorni.
Anche l’UGL, sindacato di destra, ha fatto sentire la sua voce. Al termine di una riunione organizzata in un locale messo a disposizione dal casinò di Sanremo, la direzione ha reso noto: “Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione non senza preoccupazione per i livelli occupazionali oltre che per il calo degli emolumenti”.
La minaccia d’apertura di nuovi casinò, insomma, è riuscita a compattare, più e meglio di prima, i componenti della lobby.
La posizione dell’ANIT e di Taormina, forse, sarà resa nota a novembre, quando si terranno l’assemblea dell’associazione ed un convegno sul gioco in Italia. Sede della manifestazione Taormina. Non è stata ancora resa nota la data esatta dell’incontro. Come dire l’ANIT gioca al rinvio. Eppure il momento non sembra suggerire ritardi o, peggio, ripensamenti e cambi di strategie.

Leave a Response