Taormina. Stabilizzato il calo di presenze turistiche

TAORMINA – Taormina è al palo. Lo dimostrano le indicazioni che arrivano dal governo regionale che, come dice l’assessore Bufardeci, punta su golf, nautica e turismo congressuale. Al momento, il comprensorio di Taormina non è in lizza per la realizzazione di un attracco per la nautica da diporto; non dispone di un campo da golf ed ha un palazzo dei congressi a mezzo servizio e senza un piano di gestione.
Per fortuna, si è stabilizzato il calo delle presenze turistiche a Taormina. Gli ultimi dati, pubblicati dall’Azienda Soggiorno e Turismo, mostra chiaramente che il 2008 i segni delle difficoltà economiche degli italiani e delle altre nazioni europee. Sino a settembre, le perdite maturate sono state, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, 77.257 pari all’8,82 per cento. Tutto sommato, una perdita contenuta se è vero che, nel recente congresso sul turismo tenutosi a Taormina, c’è chi ha denunciato, in Sicilia, un calo del 25 per cento. Alla luce delle indicazioni sin qui note, pertanto, Taormina si dimostra in contro tendenza: presenta cali significativamente inferiori rispetto a quelli del resto della Sicilia. Un segno importante che, però, non può servire da alibi e non deve far dormine quanti a Taormina gestiscono l’industria delle vacanze. Non possono consolare nemmeno il governo regionale e la giunta della Provincia regionale di Messina. C’è da considerare anche che a fronte del numero di presenze andate perse, Taormina presenta un ben più contenuto calo di permanenza media dei  turisti negli alberghi. In questo particolare dato delle statistiche è evidenziato che, mediamente, una camera d’albergo presenta un indice di permanenza del 3,17 per cento, l’anno scorso era stata del 3,88.
Gli elaborati dell’Azienda, comunque, mostrano, in maniera impietosa, una condizione di sofferenza dell’industria del turismo: finita l’estate è tornata ad evidenziarsi la sofferenza. A settembre, infatti, Taormina ha fatto registrare un – 13,84 per cento rispetto allo stesso mese del 2007. In soli trenta giorni, quindi, sono andate in fumo ben 20.900 presenze. Un dato che non fa ben sperare per i mesi conclusivi del 2009. Il calo potrebbe accentuarsi salvo che gli operatori, pubblici e privati, non riusciranno a varare un programma d’intrattenimento e pacchetti turistici capaci di interessare la clientela (con sempre meno denaro a disposizione) italiana ed europea. Lo stesso discorso vale per il mercato statunitense e per quello asiatico. Per capire cosa ci si può attendere nell’industria del turismo basta decodificare le notizie sull’economia che in questi giorni sono in primissimo piano nelle agende dei lavori dei governi nazionali di tutto il mondo. Se le cose (come, purtroppo è prevedibile) continueranno di questo passo, quasi sicuramente saranno sempre meno le persone in grado di programmare una vacanza, più o meno lunga. Ed allora? Non resta che cercare di attrezzarsi meglio migliorando i servizi e proponendo offerte allettanti. Un lavoro che potrebbe produrre effetti positivi sia in caso che l’economia ritorni a tirare (il caso meno probabile) sia che Taormina torni ad attirare clienti in grado di spendere perché risente meno (beati loro) delle sofferenze finanziarie.
Per questo gli amministratori e gli operatori non possono rallentare la loro attività: debbono organizzare ed organizzarsi al meglio.
In una certa misura, quindi, fanno bene sperare le ultime notizie diramate dalla Regione. Se le “promesse” saranno mantenute, vorrà dire che qualcosa è destinata a muoversi. Nautica, turismo congressuale e golf. Sono questi, infatti, i tre segmenti su cui intende puntare Titti Bufardeci, assessore regionale al Turismo, intervistato da sicilia.travelnostop.com., per rilanciare il turismo in Sicilia. “Adesso stiamo lottando per non perdere 180 milioni di euro dei fondi europei – ha spiegato l’assessore – ma nel futuro prossimo l’obiettivo è recuperare la spesa investendo su tre settori. Intanto rafforzando porti e approdi con l’intenzione di creare un sistema portuale siciliano; quindi ristrutturare immobili a fini congressuali; infine mettere a sistema l’intera offerta golfistica siciliana che potrà trarre vantaggio dalla recente legge sul golf”.
Un piano nel quale Taormina deve sapersi inserire, con idee, progetti e realizzazioni. Al momento, la capitale del turismo siciliano, pare tagliata fuori. Ne tengano conto gli amministratori di Palazzo dei Giurati.

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