Turismo, la Regione torna a parlare di legge quadro

di Giuseppe Monaco

TAORMINA- La Regione torna a parlare di Legge Quadro per il Turismo. Ne parla come se il traguardo fosse vicino, anzi vicinissimo. Ad essere ottimisti ci si può anche credere. Invece, per come procedono le cose, la fine della stucchevole vicenda non si vede ancora. Non fa cenno invece al varo di un progetto pluriennale per il Turismo. “Il primo impegno di questa amministrazione è stato proprio quello di convocare il tavolo tecnico tra Regione, enti locali e associazioni di categoria, per raggiungere un testo condiviso con gli attori del settore. In tempi brevi, dopo la sintesi delle proposte formulate al tavolo tecnico, la nuova legge quadro per il turismo in Sicilia sarà pronta per la discussione all’Ars”. Lo ha sostenuto , in un  recentissimo convegno, l’assessore regionale al Turismo. Tempi brevi? Ma quanto brevi: un mese, due, sei, un anno, o più? L’assessore, rispondendo al presidente della Fedarberghi Bernabò Bocca, non lo ha precisato. L’assessore ha fatto riferimento agli enti locali. Non si sa, però, quando, Bufardeci ha sentito gli amministratori di Taormina per recepire le esigenze e le aspirazioni, i programmi della più importante città turistica della Sicilia.
A proposito della carenza di infrastrutture in Sicilia, Bufardeci, rispondendo ad alcune critiche di Sebastiano De Luca, presidente Federalberghi Sicilia, ha detto: “C’é tutto l’impegno del governo regionale per una svolta di qualità, così come sono state attivate tutte le procedure per spendere le risorse comunitarie disponibili per la ricettività alberghiera, con quasi 400 milioni di euro impegnati a favore degli operatori del settore”. Una risposta all’osservazione di De Luca che, da tempo sostiene che in Sicilia è necessario: “Mettere in moto il programma di investimenti, noto come Agenda 2007/2013, basato sui fondi comunitari, strategici per la realizzazione dei progetti ormai individuati da tempo”. I ritardi della Regione in  questo settore, secondo Federalberghi, avrebbe provocato il blocco di quasi un milione di euro dell’UE. 
Bocca, parlando dei dati sui flussi turistici per la stagione appena conclusa, ha ricordato come il futuro dell’industria turistica italiana dipenda dalle capacità di sviluppo del Mezzogiorno e della Sicilia in particolare. “Stiamo sviluppando una politica delle eccellenze – risponde Bufardeci – che punta a valorizzare le infinite risorse artistiche, culturali e paesaggistiche della Sicilia, in un contesto di sistema che realizzi una sinergia virtuosa capace di mettere d’accordo le istituzioni e gli imprenditori”.
Bocca, a proposito di infrastrutture ha detto: “Il turismo italiano ha assoluta necessità di infrastrutture per accelerare i tempi necessari per raggiungere la Sicilia e per spostarsi all’interno della Regione. La Sicilia ha bisogno, più di altre regioni, di vedere risolta in tempi brevi questa esigenza”. Bernabò Bocca, ha sostenuto, inoltre: “In un momento così cruciale e difficile per l’economia mondiale, l’Italia turistica deve trovare la volontà politica ed il coinvolgimento imprenditoriale per impostare quelle strategie di rilancio indispensabili per recuperare posizioni di mercato non appena la congiuntura lo consentirà. L’invito dunque che gli albergatori italiani rivolgono al Governo – ha concluso il presiedente di Federalberghi e Confturismo – è di tenere in massima considerazione uno dei pochi settori economici in grado di consentire una ripartenza anticipata del sistema occupazione ed economico del Paese, i cui fondamentali sono di gran lunga migliori di altre nazioni”.
Intanto, però, la Regione, secondo quanto sostenuto dall’assessore Bufardeci,  si appresta a varare la nuova legge quadro sul turismo. Imprenditori, operatori, enti locali aspettano.

 

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