Taormina. Turismo, il volto positivo della globalizzazione

TAORMINA – “Per il turismo in Sicilia la, globalizzazione ha un volto positivo: i nuovi scenari del mondo che cambia sono una splendida opportunità. La Sicilia è un sogno, una terra unica, ricca di cultura e di eccellenze”. Lo ha detto l’assessore regionale al Turismo Titti Bufardeci, nel corso del suo intervento al summit internazionale Ocse sul turismo che si è svolto a Riva del Garda. “La nostra isola e i suoi itinerari sono un patrimonio culturale e turistico di tutti i cittadini del mondo, per questo – ha aggiunto Bufardeci – dobbiamo puntare sulla nostra centralità mediterranea, sulla capacità di fare sistema con i diversi contesti territoriali e culturali del Mediterraneo che sono risorsa e possibilità di sviluppo, nel solco di una tradizione millenaria che segna e sottolinea l’identità della Sicilia, terra del dialogo tra identità diverse, dell’accoglienza e dell’ospitalità”. In Sicilia, per quanto riguarda l’industria turistica, Taormina ricopre un ruolo di primissimo livello, è al centro dell’attenzione. Per questo, nelle iniziative che il governo regionale si appresta a definire, dovrebbe essere posta proprio quella che è, storicamente, la capitale del turismo isolano. Un concetto che dovrebbe essere in primo piano, anche, della stesura delle politiche turistiche del comune e dell’amministrazione del sindaco Mauro Passalacqua. 
Per Bufardeci: “Solo mettendo  in evidenza le nostre peculiarità, apriremo il mercato turistico a nuove fasce di consumatori e clienti. Siamo di fronte a un cambiamento radicale nell’industria del turismo e vogliamo, e dobbiamo, essere preparati”. Taormina saprà recepire la sfida mettendo in campo tutta la sua storia turistica, il suo territorio, le sue qualità, la sua tradizione e far valere le sue esperienze e le sue tradizioni? 
Taormina, tenendo conto degli ultimi bilanci redatti dagli esperti in base al numero delle presenze e dei rilievi sulla “qualita” dei suoi ospiti, deve sapere investire nei servizi e non solo nelle tecnologie basandosi su una attenta analisi del rapporto costi-benefici nel settore della promozione. Non è più tempo del turismo di massa e di quello mordi e fuggi. Si tratta della stessa ricetta indicata da Sergio Arzeni, direttore del Centro Ocse di Trento, per aiutare il turismo ad uscire dalla bufera internazionale che ha colpito i mercati finanziari internazionali, nell’ambito dell’incontro Ocse sul turismo a Riva del Garda. Arzeni ha sottolineato l’importanza della cultura della valutazione per capire la reale efficacia dei finanziamenti per la promozione del prodotto turismo. Un aspetto oggi non sempre al centro degli interventi sia pubblici che privati. “Oggi il turismo è considerato ancora qualcosa di residuale e non come un’industria capace di incidere, anche pesantemente, sul Pll di un Paese. Per questo motivo l’Italia ha perso quote di mercato nella misura in cui non è riuscita a rinnovarsi e ha perso qualità”.
Pare ispirata alle necessità di Taormina anche la ricetta salva turismo del Presidente dell’Enit Matteo Marzotto il quale, a Riva del Garda, ha sostenuto che: “L’Italia ha le più alte potenzialità rispetto a gran parte delle località turistiche del  mondo. In questa fase, però, ha poca incisività nel presentare sui mercati le sue eccellenze italiana”. Secondo l’Enit:  “Oggi noi non abbiamo bisogno di portare un milione di turisti in più a Venezia, Firenze o Roma – ha proseguito Marzotto – ma di mostrare alcuni aspetti di noi stessi, le nostre province, i nostri stili di vita, le nostre culture e le nostre gastronomie. La provincia italiana è molto più interessante delle grandi città storiche e merita il secondo viaggio”.
Ecco come si può inserire Taormina nel programma di recupero del turismo italiano.

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