Taormina. “In Sicilia cambia il patrimonio boschivo”

TAORMINA – “In Sicilia il patrimonio boschivo, ormai da molti anni, si sta evolvendo con la graduale sostituzione delle conifere con la macchia mediterranea”. Lo sostiene il comandante del corpo forestale della regione siciliana Michele Lonzi, alla vigilia del terzo congresso nazionale di Selvicoltura che vedrà riuniti a Taormina (dal 16 al 19 ottobre) i massimi esperti della scienza che studia l’impianto, la coltivazione e l’utilizzazione delle foreste.
“Nell’ultimo ventennio – ha aggiunto Lonzi – la superficie boschiva è aumenta di circa il 20%, visto che la Regione ha messo a coltura i terreni abbandonati dalle imprese agricole. Bisogna , però, guardare ai boschi non solo come risorsa ambientale da salvaguardare, ma come bene economico da sfruttare. E’ la grande scommessa della Regione per i prossimi anni”.
Il terzo congresso nazionale di selvicoltura nasce anche sotto questi auspici: “bene la salvaguardia del patrimonio boschivo – ha spiegato nel dettaglio Lonzi – perché bisogna allontanare il rischio inquinamento, la desertificazione, i disastri ambientali, ma bosco vuol dire anche selvicoltura e quindi produttività, dal razionale sfruttamento del legno al sottobosco, con i pascoli e la coltivazione dei frutti e dei beni che esso fornisce. Con il bosco, insomma, si può fare impresa e non solo tutelare l’ambiente”. “Il mio riferimento – ha concluso Lonzi – è al progetto avviato con Federlegna: Confindustria è disponibile ad investire in Sicilia e questo vuol dire nuova ricchezza e nuova occupazione. Ma è solo un aspetto: come dimenticare infatti la piena fruizione del bosco da parte della gente che potrebbe essere educata alla sua conoscenza, con percorsi guidati e corsi di formazione: il bosco insomma come ambiente da amare e conoscere non solo per qualche giorno l’anno”. 

Leave a Response