Taormina. ‘Negozi’ di slot machine, nessun atto ufficiale

TAORMINA – Non esiste nessun atto ufficiale sulla proposta del Casinò di Venezia per la creazione a Taormina di un “negozio” per l’istallazione di alcune slot machine e dei tavoli per il poker americano. E’ quanto emerso nel corso dell’assemblea dei capi gruppo consiliari indetta dal presidente Eugenio Raneri per programmare l’attività dell’assemblea cittadina nei prossimi mesi. Questo vuol dire che di mini casinò o, meglio, di “negozi veneziani” a Taormina, non si parlerà a brevissima scadenza. Per il momento i consiglieri non hanno dati concreti sui quali pronunciarsi. Dispongono solo  di un opuscolo di promozione marketing che altro non è se non un prodotto commerciale. E’ lo stesso che i dirigenti del casinò lagunare hanno fatto circolare in tutta Italia alla ricerca di punti vendita. Taormina si aspetta qualcosa d’altro, non un’offerta standard. Un’attesa giustificata dai risultati dell’incontro avuto dal primo cittadino, Mauro Passalacqua, a Venezia su invito della casa da gioco lagunare. In quell’occasione si disse che Venezia non offriva a Taormina un semplice negozio bensì un vero e proprio partener, il Comune, con il quale organizzare scambi culturali, intese su progetti turistici, campagne promozionali. Questo tipo d’offerta non è ancora arrivata a Palazzo di città e fin quando non arriverà l’argomento non sarà discusso sul piano politico ed istituzionale. I gruppi d’opposizione hanno approfittato dell’occasione per ufficializzare la loro contrarietà al progetto, almeno così come sinora conosciuto. Una posizione che potrebbe mutare in presenza di un progetto che preveda qualcosa di diverso rispetto a quanto prospettato nei giorni scorsi, vale a dire un semplice “punto vendita” del casinò di Venezia?
Non è da escludere l’arrivo di altre offerte. E’ recentissima la notizia che anche il casinò di Saint Vincent si è posto alla ricerca di località nelle quali installare suoi “negozi”. Il primo sarà avviato a Torino in Corso Vittorio. Si tratta di uno spazio attrezzato con macchinette e aree separate per minori ed adulti. Saint Vincent ha in programma l’apertura di locali del genere a Cuneo ed Alessandria. Nulla vieta che, come Venezia, sbarchi anche in Sicilia.
Intanto, la presidenza dell’ANIT -Associazione Nazionale per l’incremento turistico, alla quale aderiscono i comuni che da oltre 40 anni si battono per la cancellazione dell’attuale monopolio dei quattro casinò in attività a Sanremo, Campione, Venezia e Saint Vincent- ha diramato una nota per comunicare ai 20 soci che sarebbe un errore strategico e politico accettare l’offerta di Venezia o di un altro dei casinò italiani. L’ANIT, è detto nella nota, deve continuare a battersi per arrivare ad una legge organica per l’apertura di, almeno, una casa da gioco in ogni regione italiana e la regolamentazione del settore. Un invito che è stato già raccolto dal comune di Lignano Sabbiadoro dove però il casinò di Venezia, quasi come una sfida nei confronti del comune, ha trovato accoglienza in una discoteca.
Per quanto riguarda Taormina tutto è fermo. Si sa però delle candidature di alcuni operatori turistici locali e, in più, dell’interessamento del comune di Alì Terme.
Si sa anche di un lungo elenco di proposte di legge presentate nei mesi scorsi. In totale sono 8: la prima, per la cronaca, è quella firmata dall’onorevole Carmelo Briguglio; l’ultima porta la firma dell’onorevole Nedo Poli. “Quasi tutti –dice una nota dell’Anit- ricalcano la proposta dell’associazione”. Secondo il documento, intanto: “Si fa sempre più pressante l’iniziativa dei parlamentari del MPA che chiedono la riapertura del casinò di Taormina e l’istituzione di tavoli verdi nelle maggiori località turistiche meridionali”. Secondo il MPA: “Nel sud dell’Italia vi sono comuni con alta vocazione turistica nei quali il gioco pubblico rappresenterebbe un fattore di autonomia finanziaria per le amministrazioni comunali e regionali interessate”.
Insomma, per Taormina ed il suo casinò, la telenovela, anzi lo scandalo, continua.

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